Narcos della Ferrovia, sette condanne: oltre 54 anni di carcere per il gruppo del Vasto

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Il gip Simona Capasso ha inflitto sette condanne al termine del rito abbreviato. L’inchiesta della Dda ha ricostruito un presunto traffico di cocaina tra il Sannio e il quartiere Vasto, oltre a un’estorsione da
32.500 euro.

Il quartiere Vasto era il centro operativo della presunta holding criminale, ma gli indagati avrebbero allargato i propri affari ben oltre i confini della Ferrovia. Attraverso contatti stretti nel Sannio, il gruppo avrebbe organizzato un articolato traffico di cocaina, con forniture e cessioni per migliaia di euro.

L’attività sarebbe stata interrotta dal blitz scattato nel novembre scorso, culminato nell’esecuzione di otto misure cautelari. A conclusione delle indagini preliminari e dopo il rinvio a giudizio, è arrivata la sentenza di primo grado emessa dal gip di Napoli Simona Capasso, al termine del rito abbreviato.

Sette condanne e oltre 54 anni

Il giudice ha pronunciato sette condanne per complessivi 54 anni e 8 mesi di reclusione. La pena più pesante è stata inflitta a Giuseppe Mucci, condannato a 14 anni e  5 mesi.
Il verdetto non ha tuttavia accolto integralmente le richieste formulate dalla Procura distrettuale antimafia. Per Gennaro Musella, ad esempio, il pubblico ministero aveva chiesto 21 anni di carcere, mentre per Patrizio Buonocore erano stati invocati 18 anni. Le pene stabilite dal gip sono risultate sensibilmente inferiori alle richieste accusatorie.

Il presunto gruppo del Vasto

L’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti riguardava Gennaro ed Edoardo Musella, Patrizio Buonocore, Giuseppe Mucci, Roberto Marino e Bruno Adinolfi.
Secondo la ricostruzione investigativa, Gennaro Musella avrebbe avuto un ruolo centrale nell’organizzazione: avrebbe curato i viaggi per il trasporto della droga e l’individuazione dei corrieri, affiancando il figlio Edoardo nelle attività di gestione e commercio dello stupefacente.

Le attività del gruppo sarebbero iniziate nell’aprile 2023 e sarebbero proseguite fino al blitz di novembre. Al centro dei traffici ci sarebbe stata soprattutto la cocaina, anche in quantitativi rilevanti. In due episodi monitorati dalla polizia, sarebbero state documentate cessioni destinate a Mucci per valori stimati rispettivamente in circa 5.000 e 4.100 euro.

L’estorsione e il pestaggio

Dalle indagini è emerso anche un filone relativo a una presunta estorsione da 32.500 euro, contestata a Roberto Marino e ai Ferrante. La vittima sarebbe stata presa di mira per un debito non saldato.
Secondo l’accusa, il 5 dicembre 2022 l’uomo sarebbe stato minacciato con una mitraglietta, colpito con il calcio di una pistola e poi aggredito con calci e pugni. La vittima avrebbe riportato lesioni ma, fortunatamente, senza conseguenze permanenti.

L’inchiesta era arrivata al giudizio abbreviato già ridimensionata, dopo che il Tribunale del Riesame aveva annullato alcuni capi d’accusa. Nel corso delle indagini, inoltre, Edoardo Musella era stato rintracciato in Francia dopo un periodo di irreperibilità: è attualmente detenuto nel carcere di Marassi.

Le condanne

Giuseppe Mucci 14 anni e 5 mesi
Gennaro Musella: 10 anni e 8 mesi
Patrizio Buonocore: 10 anni e 4 mesi
Edoardo Musella: 7 anni e 8 mesi
Bruno Adinolfi: 5 anni e 1 mese
Roberto Marino: 3 anni e 8 mesi
Sabato Ferrante: 2 anni e 10 mesi