La violenza che fa male: assassinato un buttafuori fuori da una discoteca a Sangineto
La tranquilla estate di Sangineto si è spezzata in un attimo, trasformando una serata di svago in un dramma per la comunità. Antonio Perrotta, 34 anni, addetto alla sicurezza del noto locale “Il Castello”, è deceduto in ospedale a causa delle gravi ferite subite durante un’aggressione avvenuta dopo il suo turno di lavoro.
I fatti indicano che un litigio scoppiato all’interno della discoteca ha dato il via a una escalation di violenza. Secondo le ricostruzioni, la lite tra Perrotta e un gruppo di avventori, ora in fase di identificazione, ha portato a una rissa all’esterno. Accerchiato da un gruppo di giovani, Perrotta è stato oggetto di un pestaggio brutale, lasciato a terra sanguinante mentre il branco si dileguava nel buio.
Inizialmente soccorso da amici che lo hanno portato a casa, la gravità delle sue condizioni non è stata né compresa né trattata con urgenza. Solo in un secondo momento, dopo aver accusato forti dolori addominali e perdita di sangue, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale “Iannelli” di Cetraro, dove i medici hanno subito riconosciuto la criticità della situazione. Purtroppo, le sue condizioni sono precipitate e Antonio è morto nella notte, lasciando un vuoto incolmabile a Fuscaldo, sua residenza.
La Procura della Repubblica di Paola ha aperto un’indagine per omicidio, orchestrata in sinergia con i Carabinieri e la Squadra Mobile di Cosenza. Gli inquirenti stanno esaminando le registrazioni delle telecamere di sicurezza sia del locale che delle strade limitrofe, per identificare i responsabili di questa barbarie. Testimoni oculari sono stati già interrogati, ma resta un crescendo di interrogativi su una possibile connessione con contesti criminali più ampi.
La tragedia di Perrotta riporta in primo piano la questione della sicurezza nei locali notturni. Già a Ferragosto dell’anno scorso, “Il Castello” era stato teatro di un’intimidazione mafiosa, quando colpi di pistola avevano lampeggiato contro il cancello del locale. Questo episodio ha portato all’arresto di Giuseppe Scornaienchi, accusato di essere legato a un’organizzazione criminosa, rivelando così un clima di violenza che imperversa nella zona.
Il sindaco di Fuscaldo, Giacomo Middea, ha voluto esprimere il profondo cordoglio della comunità per la perdita di Antonio, sottolineando l’importanza di fare piena luce sulla sua morte, mentre l’Associazione Giorgio La Pira è intervenuta per denunciare una violenza giovanile che sembra non voler fermarsi.
“Siamo di fronte a un fenomeno inaccettabile e profondamente ingiusto. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a episodi di tale gravità”, hanno dichiarato i membri dell’associazione, invitando a una riflessione urgente e necessaria su una problematica che mette in pericolo non solo i giovani, ma l’intera società.
Mentre la comunità si unisce nel dolore, gli investigatori continuano il loro lavoro, consapevoli che ogni dettaglio può rivelarsi cruciale per restituire giustizia a una vita spezzata.
