Il patto di sangue tra Rione Traiano e Cavalleggeri: così i verbali del pentito Genny Carra svelano la guerra per l’Area Flegrea

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I fiumi di droga, le mire fallite del clan Sarno sui locali della movida e la condanna a morte di Rodolfo Zinco «’o gemello». Le rivelazioni dell’ex reggente dei Cutolo e le recenti confessioni di Giannelli incastrano il gruppo di fuoco: eseguita un’ordinanza di custodia cautelare.

Un’organizzazione a spiccata vocazione manageriale, mossa dalla spietata logica del “costi-benefici”, capace di muoversi tra narcotraffico e tentativi di infiltrazione nell’economia legale della movida. È il ritratto dell’alleanza criminale che per anni ha dominato la zona occidentale di Napoli, restituito con dovizia di dettagli dai verbali di Gennaro Carra, noto negli ambienti della mala come il reggente della cosca dei “Borotalco”, l’ala militare ed economica del clan Cutolo del Rione Traiano.

Oggi collaboratore di giustizia, Carra sta riempiendo pagine di verbali finiti al centro delle indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo partenopeo e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Uno spaccato che parte dai tentativi di espansione dei clan dell’area orientale fino ai delitti d’onore e di territorio tra Bagnoli, Agnano e Fuorigrotta.

La tentazione della movida: il blitz fallito dei Sarno

Tra i retroscena svelati da Carra emerge la figura di un insospettabile imprenditore del settore del tempo libero e dello svago. Un uomo inserito nei circuiti “bene”, ma forte di salde amicizie negli ambienti della malavita flegrea. Fu lui l’anello di congiunzione attraverso cui gli emissari del potente clan Sarno di Ponticelli tentarono la scalata verso Ovest.

L’obiettivo dei boss di Ponticelli era chiaro: creare un asse strategico con i Cutolo del Rione Traiano per mettere le mani sul business dei locali da ballo, delle discoteche e dei ritrovi notturni della zona occidentale e delle sue direttrici interne. Un affare da milioni di euro. Quel tentativo di infiltrazione non andò a buon fine per il veto dei referenti locali, ma testimoniò la fluidità delle alleanze cittadine, confermata — sempre secondo la mappa tracciata dai pentiti — dal parallelo e saldo patto d’affari tra la famiglia Zinco e i Savarese del Rione Sanità.

La filosofia del boss: «Nessuna estorsione, solo fiumi di droga»

Nel panorama criminale flegreo, i Cutolo del Rione Traiano si distinguevano per una strategia mirata a evitare l’allarme sociale legato ai pizzi capillari sui commercianti, preferendo concentrare le energie sulle piazze di spaccio ad altissima redditività. A spiegare la “visione” del gruppo è lo stesso Carra davanti ai PM dell’Antimafia:

«Non avevamo necessità di compiere estorsioni, guadagnavamo bene con i traffici di sostanze stupefacenti».

Una potenza economica che necessitava però di una proiezione militare sul territorio esterno al Rione Traiano. Fu proprio Carra, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il regista dell’alleanza strategica con il gruppo guidato da Alessandro Giannelli, ras emergente con base operativa a Cavalleggeri d’Aosta.

(Le persone citate nei verbali e raggiunte da provvedimenti giudiziari devono essere ritenute estranee ai fatti contestati fino a eventuale sentenza definitiva di condanna).

L’ascesa al potere e la condanna a morte di «’o gemello»

Il racconto di Carra ripercorre le fasi della sua personale scalata ai vertici del clan, coincisa con la necessità di stringere accordi di sangue per mantenere l’egemonia sui quartieri flegrei:

«Sono entrato a far parte del clan Cutolo nel 2006. Allora Salvatore Cutolo era libero: quando fu arrestato, nel 2007, sono diventato il capo. Posso riferire su diversi fatti di sangue e in particolare di quelli commessi nell’area flegrea. All’omicidio di “’o gemello” ossia Rodolfo Zinco, avvenuto a Cavalleggeri, ho partecipato come mandante e come esecutore materiale, anche se non ho sparato».

Un agguato maturato in un clima di fortissima tensione territoriale. Rodolfo Zinco, storico esponente della mala locale appena scarcerato, stava cercando di riprendersi lo scettro del comando, entrando in rotta di collisione diretta con il gruppo Giannelli.

Il summit di morte: «Voleva tutto lui, offrii i killer»

È il passaggio più crudo dei verbali, laddove il pentito svela la genesi e la logistica dell’esecuzione di Zinco. Un delitto pianificato nei minimi dettagli per evitare di destare sospetti durante gli spostamenti delle armi tra quartieri rivali:

«Dopo la scarcerazione di Rodolfo Zinco “’o gemello”, Alessandro Giannelli venne da me per lamentarsi del fatto che Zinco voleva controllare tutte le attività illecite sul territorio di Bagnoli, Agnano e Cavalleggeri D’Aosta. Non lo conoscevo di persona, ma ne avevo sentito parlare da mio suocero Salvatore Cutolo e da Rosario Esposito, che lo indicavano come partecipe all’omicidio di Vincenzo Esposito detto “’o barbiere”, fratello di Rosario. Sondai le intenzioni di Giannelli e mi resi disponibile a fornire i killer, mentre le armi le avrebbe procurate Giannelli, in quanto sarebbe stato un problema partire armati dal Rione Traiano».

La svolta nell’inchiesta: il cerchio si chiude

Il mosaico ricostruito dalla DDA trova oggi una conferma decisiva. L’esecutore materiale dell’omicidio di Rodolfo Zinco è stato identificato in Ciro Pauciullo, 40 anni, nipote del boss Salvatore Cutolo. Nei suoi confronti è stata notificata una misura cautelare in carcere.

A far scattare le manette e a blindare l’impianto accusatorio dei Carabinieri sono stati due elementi chiave: le recenti e inaspettate dichiarazioni rese dallo stesso Alessandro Giannelli — passatosi tra le fila dei collaboratori di giustizia — unite alle deposizioni convergenti di altri sette pentiti. Un effetto domino che sta sgretolando i vertici dei clan flegrei e facendo luce su una lunga stagione di sangue.

I Clan e le Alleanze

Clan Cutolo (Rione Traiano): Struttura verticistica orientata prevalentemente al narcotraffico ad altissima redditività (“strategia costi-benefici”, senza pressione estorsiva sul territorio).
Gruppo Giannelli (Cavalleggeri d’Aosta): Organizzazione alleata dei Cutolo per la copertura militare e logistica dell’area flegrea estesa.
Clan Zinco / Savarese: Asse criminale operativo tra la zona flegrea (Bagnoli/Agnano) e il Rione Sanità.
Clan Sarno (Ponticelli): Cosca dell’area orientale di Napoli che ha tentato, senza successo, l’infiltrazione nei locali notturni della movida flegrea tramite un imprenditore del tempo libero.