A Capri una struttura ricettiva è stata multata per oltre 4.800 euro per irregolarità amministrative: segnale chiaro, ma non certo la medicina che cambia le regole del gioco.
Le sanzioni amministrative hanno una funzione utile: punire inosservanze, documentare violazioni e mostrare che le istituzioni controllano. Ma fermarsi al verbale e al pagamento significa spesso limitarsi a una fotografia dell’illegalità, senza intaccare i profitti né disinnescare le reti che la alimentano. In un mercato dove stagionalità, margini alti e domanda estiva comprimono il senso del rischio, la multa diventa talvolta l’equivalente di un biglietto: si paga e si continua.
Il territorio campano, e l’area di Napoli in particolare, non possono confinare il contrasto alle irregolarità del turismo alla sola dimensione amministrativa. Serve invece una strategia con strumenti giudiziari più incisivi: attivazione di indagini penali quando emergono elementi di frode, truffa o evasione fiscale; sequestro preventivo dei proventi di illeciti economici; misure interdittive nei confronti di gestori che ricorrano sistematicamente alle violazioni; e, dove previsto, la revoca delle autorizzazioni per chi approfitta del sistema. Queste sono leve capaci di incidere sul guadagno illecito, non solo sul conto corrente temporaneo.
Va poi rafforzata la cooperazione operativa tra forze dell’ordine, Guardia di Finanza, uffici comunali e magistratura. Controlli incrociati sui dati fiscali, sulle comunicazioni obbligatorie e sulle posizioni contributive dei lavoratori possono trasformare un procedimento amministrativo in una piste probatoria concreta per la magistratura. Non si tratta di accanimento ma di mettere in equilibrio l’interesse collettivo alla legalità con la tutela di chi lavora onestamente e subisce la concorrenza sleale.
Per i cittadini e i turisti, la garanzia non è la multa in sé: è la certezza che chi sbaglia non solo paghi una sanzione, ma perda il vantaggio competitivo ottenuto con pratiche irregolari. Se la Campania vuole mostrare una stagione turistica credibile e sostenibile, bisogna smettere di accontentarsi dei palliativi e spingere perché la risposta alla deviazione sia contemporaneamente amministrativa e giudiziaria, rapida e dissuasiva. Altrimenti l’effetto mediatico di una multa resta solo un titolo, non una svolta.
