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Cronaca Giudiziaria

Napoli, Quartieri Spagnoli: udienza preliminare per Percich e Nesa nel caso Catanzaro; sei indagati tra adulti e minori

Una vita spezzata per errore: Napoli guarda all’udienza sui sei indagati del raid nei Quartieri Spagnoli Napoli – Nella notte del 15 settembre 2025, nei Quartieri Spagnoli, un commando armato ha agito con l’obiettivo dichiarato di…

Napoli, Quartieri Spagnoli: udienza preliminare per Percich e Nesa nel caso Catanzaro; sei indagati tra adulti e minori

Una vita spezzata per errore: Napoli guarda all’udienza sui sei indagati del raid nei Quartieri Spagnoli

Napoli – Nella notte del 15 settembre 2025, nei Quartieri Spagnoli, un commando armato ha agito con l’obiettivo dichiarato di colpire chi, secondo gli inquirenti, aveva diffuso un video hard ritenuto offensivo per l’onore di un esponente della criminalità locale. L’azione avrebbe mirato a una vettura in via Conte di Mola, ma la traiettoria della violenza si è concentrata su Umberto Catanzaro, 23 anni, calciatore dilettante legato al Rione Terra di Pozzuoli, che si trovava a bordo insieme al vero obiettivo del raid. Catanzaro è stato ferito all’addome e trasportato d’urgenza al Pellegrini, dove ha trascorso quasi due mesi in condizioni critiche. Morirà il 17 novembre 2025, segando di fatto l’ipotesi di una semplice lite a sfondo personale. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la dinamica dell’atto sarebbe stata resa ancora più inquietante dalla presenza di un contesto criminale organizzato alle spalle dell’azione.

Con la morte del giovane, l’indagine ha assunto una piega decisiva. Per la Procura di Napoli si tratta di un omicidio premeditato aggravato dalle modalità mafiose e da motivi futili: l’episodio non sarebbe stato una vendetta personale diretta contro Catanzaro, ma un’operazione finalizzata a punire chi era ritenuto responsabile di aver divulgato un video diffamante. L’esito dell’inchiesta è stato al centro di un’udienza preliminare imminente, con il gip Gabriella Logozzo chiamato a pronunciarsi sull’opportunità del rinvio a giudizio per due degli indagati.

La vicenda ha visto un’operazione investigativa ampia, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia con la collaborazione della Procura per i Minorenni. Tra ottobre e novembre 2025, i carabinieri della Compagnia Napoli Centro hanno tratto in arresto sei persone: due maggiorenni e quattro minori. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati stupefacenti di vario tipo (marijuana, cocaina, anfetamine), materiale esplosivo artigianale per circa 2,2-2,5 chilogrammi, dispositivi per la bonifica da microspie e un impianto di videosorveglianza che copriva una vasta porzione dei Quartieri Spagnoli, oltre a contanti e valuta estera. Il quadro che emerge è quello di un gruppo strutturato con mezzi tipici della criminalità organizzata, non una semplice contesa locale.

Secondo la ricostruzione della Dda di Napoli, il movente sarebbe legato a questioni d’onore e a una gelosia correlata a vicende sentimentali, con il raid concepito per punire chi aveva diffuso il video controverso. La dinamica dell’agguato, tuttavia, è stata compresa all’esito delle indagini: durante l’esecuzione, una persona terza è stata colpita al posto del bersaglio designato. Il rischio di una strage maggiore è stato contenuto solo grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine.

Domani, davanti al gip Gabriella Logozzo, è prevista l’udienza preliminare per due delle sei persone coinvolte nel caso: Salvatore Percich, 46 anni, indicato dagli inquirenti come uno degli esecutori materiali e ritenuto a capo di un gruppo criminale, e Anna Nesa, 21 anni, accusata di aver fornito supporto logistico a due dei quattro minori coinvolti. Per i minori, la Procura per i Minorenni ha già fissato udienze nel corso del 2026; a uno di loro è stata negata la messa alla prova.

La storia di Percich, già chiamato in causa da sequentiali profili penali che includono usura, ricettazione, detenzione di armi rubate, evasione e spaccio in concorso, ha alimentato l’idea di un contesto criminale organizzato ben al di là di una scheggia di violenza episodica. Dopo l’udienza preliminare, se verrà accolto l’allegato della Procura, si aprirà la fase del processo vero e proprio, con la discussione sulle responsabilità individuali: chi ha sparato, chi ha organizzato, chi ha fornito supporto logistico e chi, pur presente sul territorio, è arrivato “troppo tardi” per partecipare all’esecuzione.

Nel frattempo, l’immaginario collettivo di Napoli continua a ricordare Umberto Catanzaro: la sua morte è stata evocata nelle fiaccolate di dicembre 2025, occasione in cui la città ha chiesto verità e giustizia per un giovane che nulla aveva a che vedere con gli schemi criminali che hanno portato al dramma.

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