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Cronaca Giudiziaria

Greta Astarita muore al San Leonardo di Castellammare: nuova inchiesta sull’ospedale tra triage e tempi di intervento

Nuova inchiesta sull’ospedale San Leonardo di Castellammare: la Procura indaga sulla morte di Greta Astarita e del nascituro Castellammare di Stabia (Napoli) – Una nuova inchiesta della magistratura cala sull’ospedale San Leonardo. La Procura di Torre…

Greta Astarita muore al San Leonardo di Castellammare: nuova inchiesta sull’ospedale tra triage e tempi di intervento

Nuova inchiesta sull’ospedale San Leonardo di Castellammare: la Procura indaga sulla morte di Greta Astarita e del nascituro

Castellammare di Stabia (Napoli) – Una nuova inchiesta della magistratura cala sull’ospedale San Leonardo. La Procura di Torre Annunziata, coadiuvata dagli agenti del commissariato stabiese, ha aperto un’indagine per fare luce sulla morte di Greta Astarita, 33 anni, originaria di Piano di Sorrento, incinta al settimo mese, e del bambino che portava in grembo. L’episodio si intreccia con una stagione di grande attenzione sullo stesso nosocomio, al centro di altre vicende giudiziarie legate al reparto di ginecologia.

La cornice giudiziaria recente – tre giorni prima della presente escalation – è la chiave per comprendere il clima di incertezza che avvolge l’ospedale stabiese. La cronaca giudiziaria della zona è stata segnata dall’arresto dell’ex primaria di ginecologia Eutelia Esposito, finita al centro di un’indagine su un decesso neonatale avvenuto in sala parto due anni fa. Come emerge dalla ricostruzione pubblicata da cronachedellacampania.it, le luci della magistratura hanno puntato nuovamente sul San Leonardo proprio in seguito a questa nuova tragedia che ha colpito una giovane madre in attesa.

Secondo la ricostruzione, la vicenda di Greta prende piede in una serata normalissima. Greta, al settimo mese di gravidanza, avverte dolore all’inguine e un improvviso gonfiore alle gambe: segnali che, secondo gli esami diagnostici di routine, avrebbero dovuto spingere i medici a una valutazione attenta. La donna viene accompagnata al pronto soccorso e indirizzata al reparto di Ginecologia per i controlli di rito. In quel primo accesso, però, non emergono elementi tali da scatenare allarme o rispecchiare una situazione di pericolo imminente per madre e bambino, e Greta viene dimessa.

Il tempo, però, non è dalla sua parte: poche ore dopo il ritorno a casa, la situazione si aggrava bruscamente. Greta avverte un cedimento improvviso, perde conoscenza e viene nuovamente contattata l’ambulanza. All’arrivo al San Leonardo, i sanitari si impegnano in una rianimazione disperata, ma la situazione si complica ulteriormente: la bambina che Greta portava in grembo viene dichiarata morta, e poche ore dopo anche la madre cessa di vivere, nonostante il trasferimento in Reparto di Rianimazione e l’intubazione. Una doppia perdita che ha colpito una famiglia già provata dal lutto.

La comunità locale reagisce con sgomento ma anche con la domanda di chiarezza. Il sindaco di Piano di Sorrento, Salvatore Cappiello, ha espresso lo shock dell’intera comunità, sottolineando la necessità di una risposta che possa restituire dignità al dolore. A farsi sentire sono stati anche esponenti politici regionali e nazionali, che hanno chiesto al timoniere dell’ospedale e ai vertici della ASL Napoli 3 Sud di avviare subito un’indagine interna trasparente per fare luce sulle responsabilità e offrire verità ai familiari.

Gli investigatori ora hanno tre fili conduttori da verificare: la correttezza del triage e della diagnosi iniziale durante il primo accesso, la valutazione dei tempi e delle modalità dell’assistenza tra le dimissioni e il malore a casa, e la gestione della crisi al rientro al pronto soccorso. Non si tratta di attribuire responsabilità a priori, ma di accertare cosa sia accaduto realmente e in che misura le dinamiche di cura possano aver influenzato l’esito così drammatico. Resta, inoltre, da definire il ruolo della rete di soccorso e il percorso di intervento in caso di emergenza ginecologica in quell’ala dell’ospedale.

Nel frattempo, la famiglia resta nel dolore, chiedendo verità e giustizia per una doppia perdita che ha scosso non solo Piano di Sorrento e Castellammare di Stabia, ma l’intera comunità della fascia costiera. L’autopsia e gli esiti delle indagini dovranno, una volta eseguiti, fornire un quadro più chiaro sulle cause, ma a oggi le competenti autorità mantengono il massimo riserbo, auspicando una ricostruzione rigorosa e prudente della vicenda.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la Procura ha subito avviato le verifiche necessarie per definire con certezza il registro di responsabilità e per stabilire se eventuali lacune organizzative o mediche possano aver inciso sugli esiti letali della vicenda. In attesa di chiarimenti, il San Leonardo resta al centro dell’attenzione: non solo come nosocomio, ma come luogo dove la trasparenza e la verità devono tornare a guidare ogni scelta di cura.

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