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Cronaca Giudiziaria

Modena: 27enne napoletano imputato per truffa a pensionato, bloccato nell’ascensore da un vicino

Modena, 27 maggio — È in corso in tribunale il processo per una truffa ai danni di un pensionato: imputato un 27enne originario di Napoli. La procura ha chiesto 3 anni e 8 mesi di reclusione…

Modena: 27enne napoletano imputato per truffa a pensionato, bloccato nell’ascensore da un vicino

Modena, 27 maggio — È in corso in tribunale il processo per una truffa ai danni di un pensionato: imputato un 27enne originario di Napoli. La procura ha chiesto 3 anni e 8 mesi di reclusione in rito abbreviato, inquadrando l’episodio all’interno di una presunta rete di trasfertisti. Come riportato dalla cronaca, l’accusa registra una dinamica in linea con altre segnalazioni di questo fenomeno.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo si sarebbe presentato nell’abitazione della vittima, in via Caduti in Guerra a Modena, dopo una telefonata in cui l’interlocutore si sarebbe presentato come appartenente all’Arma dei carabinieri e avrebbe riferito la necessità di verificare se tra i gioielli della vittima vi fossero oggetti rubati. Poco dopo, un “collega” incaricato di controllare i monili sarebbe giunto nell’appartamento. La vittima, probabilmente spaventata, avrebbe disposto i gioielli su un panno; a quel punto, secondo l’accusa, l’imputato li avrebbe prelevati e si sarebbe allontanato dall’appartamento. Un vicino di casa, allertato dalla vittima e coadiuvato da un altro inquilino, è riuscito a bloccare il giovane nell’ascensore, impedendogli la fuga. Gli agenti della squadra mobile intervenuti poco dopo hanno arrestato l’imputato e lo hanno accompagnato in carcere.

La vicenda, secondo gli investigatori, rientrerebbe nel meccanismo dei cosiddetti trasfertisti, persone inviate in altre città da gruppi criminali per compiere truffe ai danni di anziani.

La versione fornita dall’imputato durante l’udienza è differente. Secondo quanto raccontato, sarebbe stato avvicinato a Napoli da un componente della banda che gli avrebbe offerto 500 euro per ogni incarico. Sarebbe stato inviato a Modena per recuperare un pacco senza conoscere il contenuto. Una volta compreso di dover partecipare all’azione, avrebbe tentato di tirarsi indietro, ma sarebbe stato minacciato dai vertici dell’organizzazione, con la prospettiva di essere aggredito se fosse tornato a Napoli senza il pacco.

La procura ha confermato la richiesta di condanna. La decisione definitiva spetterà al giudice del rito abbreviato.

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