Allontanamento a Lanciano: tra ematoma e diritti dei minori, nuove verifiche su condizioni e percorso giudiziario
A Lanciano, la vicenda dei tre figli della coppia formata da Pietro Loffredo e Giovanna torna al centro dell’attenzione dopo la segnalazione di un ematoma sul volto del bambino più piccolo, emerso nell’abbraccio con il padre. Una circostanza che rilancia l’esame delle condizioni sanitarie dei tre fratellini e della gestione della loro tutela in quella fase.
I tre bambini erano stati prelevati circa un mese fa dall’abitazione in contrada Iconicella, a Lanciano, e collocati in una struttura protetta. Il provvedimento sarebbe stato adottato per valutazioni sull’abitazione e su elementi di natura psicologica. La decisione è stata confermata dal Tribunale per i minori dell’Aquila, che si riserva di decidere sulle richieste presentate dai legali per il possibile ricongiungimento. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la ragione di fondo del provvedimento starebbe nelle condizioni dell’immobile e nelle valutazioni psicologiche effettuate in merito al contesto familiare.
Quanto alla dinamica dell’episodio che ha riacceso l’attenzione, gli avvocati Angelo e Sergio Pisani hanno reso noto che il padre avrebbe notato l’ematoma sul volto del figlio durante l’abbraccio, seguito da forti dolori che hanno richiesto l’intervento del 118 e il ricovero nell’ospedale di Lanciano. Le cause del livido restano da accertare e al momento non sono indicati elementi che permettano di stabilire come si sia prodotto.
Sul piano giuridico-argomentativo, la difesa ha richiamato l’ordinanza della Corte di Cassazione n. 23759 del 22 luglio 2026, sostenendo che le misure di allontanamento dei minori debbano fondarsi su elementi concreti di pregiudizio e debbano essere accompagnate da una valutazione delle alternative meno invasive. Secondo i legali, l’affidamento fuori dal nucleo familiare dovrebbe avere una durata definita e puntare a interventi volti al recupero delle condizioni necessarie per un eventuale ricongiungimento.
«Non può protrarsi indefinitamente e trasformarsi in una prigionia per i bambini e condanna per i genitori», hanno dichiarato gli avvocati Pisani, chiedendo alla Corte d’appello dell’Aquila di applicare tali principi e di consentire il ritorno dei tre fratellini a casa, quando possibile. Hanno inoltre annunciato l’intenzione di intraprendere, se necessario, l’intervento della Corte europea dei diritti dell’uomo per seguire una soluzione che tuteli i diritti della famiglia.
Questa situazione, quindi, resta aperta su due fronti principali: verificare le circostanze legate all’ematoma segnalato nel volto del minore e, nello stesso tempo, valutare i passi necessari per decidere se sussistano le condizioni per il ricongiungimento dei tre bambini con i genitori, in attesa di sviluppi giudiziari.
Fonte: cronachedellacampania.it.
