Secondigliano: il boss Cesare Pagano “Paciotti” evita l’ergastolo

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Aveva confessato e aveva dichiarato di dissociarsi dalla camorra: il capo degli scissionisti dei quartieri di Napoli di Secondigliano e Scampia, Cesare Pagano, quasta mattina, ha evitato l’ergastolo che invece aveva chiesto in Corte d’Assise d’Appello il procuratore generale di Napoli, Carmine Esposito, nel corso della sua requisitoria per gli omicidi di Salvatore Dell’Oio, freddato il 24 febbraio del 2005 a Qualiano, e Carmine Amoruso, ucciso il 5 marzo dello stesso anno a Mugnano. La quarta sezione presieduta dal giudice Zeuli ha concesso le attenuanti generiche a Pagano proprio per la confessione, e ha condannato il capoclan a 30 anni di reclusione. Cesare Pagano per questo duplice omicidio era accusato da numerosi collaboratori di giustizia e in primo e secondo grado era gia’ stato condannato all’ergastolo come mandante. Poi la Cassazione aveva annullato il processo e rinviato tutto ad una nuova sezione di Corte d’Assise d’Appello. A meta’ febbraio la svolta con la decsione di confessare i delitti: “Sono io il mandante di questi omicidi”, aveva detto il boss in aula.