Ponticelli: fine pena mai per il boss Antonio De Luca Bossa, Roberto Schisa, Antonio Ippolito e Ciro Confessore

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La Corte d’Assise d’Appello ha condannato all’ergastolo quattro capiclan della camorra di Ponticelli: Antonio De Luca Bossa, Roberto Schisa, Antonio Ippolito e Ciro Confessore. Condannati a 30 anni invece, dopo la confessione, Giuseppe Marfella e Antonio Circone, assoluzione per il boss di Sant’Antimo Stefano Ranucci. Sono stati anche condannati i pentiti: 15 anni per i fratelli Ciro e Vincenzo Sarno, 12 anni per Pasquale e Luciano Sarno, Carmine Caniello, Raffaele Cirella, Ferdinando Adamo e Luigi Casella. Sono state le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia a fare luce fu quattro efferati omicidi compiuti negli anni novanta durante la cruenta gurra di camorra in atto in quello che fu ribattezzato “il Triangolo della morte di Barra-Ponticelli e San Giovanni”. Si tratta degli omicidi di Mario Scala, Anna Sodano, Gennaro Busiello e Giuseppe Schisa: tutti torturati nel corso di un “interrogatorio” e poi uccisi. Omicidi violentessimi tanto che il gip che firmò le ordinanze di custodia cautelare per i 15 dei vari clan della zona coinvolti li definì “macellai”. Mario Scala si occupava, prima di avere dei ripensamenti, della vendita di eroina per conto del clan. Il tronco e altre parti del suo corpo furono trovati carbonizzati il 3 dicembre 1994 in contenitori per la raccolta di rifiuti in località Varcaturo di Giugliano in Campania. Il cadavere era talmente irriconoscibile che solo con l’autopsia si stabilì che apparteneva a un maschio e non a una donna, come sembrava inizialmente. L’uomo, prima di essere assassinato, fu sottoposto a terribili torture per svelare i contenuti della sua collaborazione con la giustizia. Anna Sodano scomparve il 29 gen- naio 1998 da un albergo di Napoli mentre era in attesa di esse- re trasferita in località segreta e sotto protezione, in ragione della sua collaborazione. Il suo corpo non è mai stato trovato, ma secondo i pentiti anch’ella fu interrogata brutalmente prima del- l’omicidio. Gennaro Busiello, compagno di Anna Sodano, fu ammazzato il 18 marzo 2000 con 4 colpì di pistola calibro 7,65 per la sua volontà di pentirsi. L’omicidio fu deciso, secondo la procura antimafia, a condizione che la stessa sorte fosse toccata ad al- tri componenti del clan che avevano manifestato analoghi intenti collaborativi. Infine, Giuseppe Schisa, dedito alle estorsioni fin dai tempi della sua appartenenza alla Nco di Raffaele Cutolo, fu assassinato a Ponticelli il 18 marzo 2002 a colpi di pistola dopo che si sparse la voce che era andato in procura per pentirsi.