La terza faida di Scampia: ‘Mariano Riccio mi disse dovevi morire e ora uccidi Biagio Iazzetta’

Il killer del clan Amato Pagano e pentito da 4 anni Giovanni illiano doveva morire. Doveva essere lui uno dei ‘sacrificati’ all’inizio della terza faida di Scampia tra i “Girati” della Vinella Grassi e gli Abete Abbinante Notturno. Ma prima che scoppiasse la faida era stata chiesta la sua testa visto che all’epoca le cinque famiglie di Secondigliano compreso la Vinella dipendevano tutte dagli Anato Pagano. E così invece di essere ammazzato gli fu chiesto di uccidere Biagio Iazzetta. Ecco il continua del racconto della terza faida di Scampia:

“…Questa faida è stata scatenata da noi intendendo dire RICCIO Mariano CERRATO Carmine e la VINELLA GRASSI. Pochi giorni dopo che ABETE Arcangelo venne arrestato, mi incontrai con GIO BANANA a Napoli, fuori dallo Chalet Ciro a Mergellina; Gi0 Banana mi abbracciò e baciò e mi disse: ti devo parlare, perché sei fidato di RAFFAELE Amato jr. ‘Fagli questa ambasciata: Sei noi abbiamo fatto tutto questo, non è per mancanza di rispetto verso la famiglia AMATO, ma per i guai combinati dal Polacco, Mariano, RAFFAELE Raiano’ digli, qualsiasi cosa lui è nostro fratello. Appena esce noi ci chiariamo con lui”. Amato Raffaele era in carcere ma io ero in grado di comunicare con lui sia a mezzo telefono che lui aveva in carcere ad Ancona; o ‘ lello era in cella con un Mianese, dei LO RUSSO, Oscar PECORELLI ed avevano un videotelefono, non so come ha fatto ad entrare, ma a Teramo noi eravamo riusciti a far entrare una macchina fotografica. Quando venne trasferito a Prato, ebbe un altro telefono, un Nokia. In ogni caso, io rimasi in contatto telefonico con Amato Raffaele jr fino a dicembre del 2011. Riuscii a fargli la telefonata e dirgli: “O’ Le’ ho incontrato o Lentuorno con l’insalata’ è il nostro modo di chiamare gli esponenti della Vinella, perché quando ci recavamo alla Vinella andavamo sempre a mangiare la carne bollita in insalata così chiamata. Amato Raffaele voleva capire e gli mandai un pizzino che entrò in carcere a mezzo DE CICCO Gennaro, o ROSARIA Pagano, la mamma. In questo pizzino era scritto che Gio Banana era sempre legato a noi, che la colpa era dei soggetti sopra citati, e che voleva riappacificarsi con Lello quando fosse uscito. Amato Raffaele rispose con un pizzino nel quale c’era scritto ‘se ci vogliono bene veramente, io mi.fido solo di te, se esco metto io stesso nel cesso la mia famiglia’ consegna questo pizzino a Gio Banana. Dissi a TEATRO Raffaele che mi sarei recato, dietro Mianella da MATUOZZO Carlo, dove la Vinella si appoggiava; lì incontrai Gio Banana, Matuozzo Carlo, Pilotino, ARUTA Luigi il figlio del BIT, i ragazzi di Carletto Matuozzo ossia CASTIELLO Ciro, un certo Geremiello fratello di Buca Buca, un certo GIO GIO, Pacciarelli Mario, ed altri che saprei riconoscere in foto. Io e Guarino ci appartammo e gli feci leggere il pizzino di Amato Raffaele. Guarino mi disse che sul pizzino era scritto che io avrei dovuto diventare il referente di Melito, Mugnano una volta che ce li fossimo presi e che qualsiasi discorso inerente la famiglia AMATO doveva svolgersi alla mia presenza. Sempre dietro a MIANELLA ci recammo in una casa che credo sia di MENNETTA Antonio e lì Guarino scrisse la risposta su un pizzino diretto ad Amato Raffaele. Guarino mi disse qualcosa, che era d’accordo su quanto proposto da Amato. Guarino mi chiese se a Melito avevamo lo stupefacente ed alla mia risposta negativa disse ridendo : ‘Quanta te ne serve? Ne abbiamo in abbondanza!’ ed io dissi: che vuoi dire al che lui mi confidò (chiedendomi di non dirlo a nessuno) che incontrava MARIANO Riccio e che costui gli dava lo stupefacente. Guarino mi disse chi dovevo seguire per andare bene; li reincontrai a casa di mia suocera, a via Regina Margherita, Guarino, Pilotino, Ciro Castiello  ed un quarto che non ricordo; gli diedi un altro pizzino di Amato Raffaele, che stracciammo e lui se ne andò. Dopo qualche giorno andai sempre a MIANELLA da Matuozzo per sapere come dovevamo muoverci. Guarino mi disse che avrei dovuto ascoltare Mariano Ricco e CERRATO Carmine Taekendò, Guarino disse ‘tra breve dobbiamo fare un po’ di rumore’ soprattutto su MELITO in cui noi avremmo dovuto esporci in modo plateale, prendendo Melito o Mugnano, mentre loro della Vinella dovevano fingere ancora di stare con gli Abete Abbinante. Siamo ancora a dicembre 2011. lo dissi: facciamolo per Natale. Inoltre, se incontri MARIANO, digli che io faccio quello che dice lui. Gio Banana mi disse che ci avrebbe pensato lui e aggiunse che dovevo riservarmi perché gli ABBINANTE volevano uccidermi. Mi suggerì di stare lontano da affiliati poco affidabili e mi fece il nome di COCO’ (MARINO Cosimo), PALUMBO Sabatino, chiedendomi di non parlare assolutamente di questi incontri che noi avevamo e di questo doppio gioco che loro stavano facendo. GUARINO mi chiese, quasi a capire cosa ne pensassi; che ne pensi di ROSARIO, intendendo Rosario Tripicchio? Io risposi, ROSARIO è un bordellista. Al che GUARINO disse: ROSARIO a belle e buone more. Guarino disse : non incontriamoci più qui la prossima volta vengo io giù da te, intendendo a via Regina Margherita da mia suocera. Finito l’incontro, uscimmo e comparve improvvisamente Mennetta Antonio. Ci abbracciammo e baciammo e quello disse : questa è casa tua. Mi chiusi in casa. Il giorno prima che morisse STANCHI Raffaele, Guarino Rosario venne a casa di mia suocera e mi disse: Domani ci incontriamo, non uscire di qui se non vengo io… Io a Melito il 10 11 gennaio 2012, mi incontrai con TEATRO Raffaele il quale mi disse che dovevamo incontrarci con il compagno, intendendo Mariano Riccio. Il 12 ci recammo da Mariano Riccio io, Teatro, Gennaro Liguori, AMMIRANTE Claudio o’ gemello e Licola. Specifico: il 5 gennaio muore Tripicchio Rosario; il 9 vengono rinvenuti cadaveri STANCHI e MONTO’ a Melito, l ’11 gennaio viene ucciso SERRAO Patrizio, come poi riferirò. Il 12 incontriamo Mariano Riccio che era latitante, in un ristorante tra Bacoli e Bagnoli, dove vennero controllati a febbraio Cerrato Carmine, che diede documenti falsi e RUSSO Francesco ciccillo’, all’incontro vi erano: Mariano Ricco, ROMANO Mirko, AntoniI CAIAZZA, RUSSO Francesco Ciccillo ‘, MARITTIELLO Quattro soldi Ciro SCOGNAMIGLIO, BELGIORNO Giosuè il piccolino, CERRATO Carmine takendò’ e basta. Io, Mariano Riccio, Takendò, Teatro Raffaele, AMMIRANTE Claudio, Caiazza Antonio ‘Chiummariello’ e Liguori Gennaro ci mettemmo in un tavolo separato. MARIANO mi disse: lo sai che dovevi morire? Io risposi, sì, mi sono riservato per questo. MARIANO mi disse : Tu devi fare una fatica, intendendo che dovevo uccidere qualcuno. Aggiunse: Ora che viene tuo cugino te lo spiego. Mi dissero che doveva arrivare qualcuno della Vinella; Russo Francesco Ciccillo fece uno squillo con il cellulare a cui risposero con uno squillo; poi si recò alla Vinella; loro mandarono un ‘ambasciata dicendo che si trovavano Casavatore con gli ABBINANTE-ABETE a fare un summit per capire chi avesse ucciso STANCHI. Quindi qualche esponente della Vinella si recò al summit per fare intendere che loro non avevano ucciso Stanchi come invece era stato. Mariano Riccio mi disse che avrei dovuto uccidere IAZZETTA BIAGIO, un esponente degli Abete esponente di Mugnano. Teatro Raffaele, che non aveva capito niente, disse: “Questi (intendendo gli Abete Abbinante) vogliono sapere chi ha ucciso Lelluccio Bastone” e Mariano Riccio disse : “Lo abbiamo ucciso noi” facendogli capire che l’accordo per ammazzare Lelluccio Bastone ossia Stanchi Raffaele, era intervenuto tra Mariano Riccio e la Vinella…”.

 

Renato Pagano

12.continua

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(nella foto Mariano Riccio e Giovanni Illiano)

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