Il pentito: ‘I capi della Vinella Grassi dissero agli Abete se trovate Gervasio lo potete uccidere’

La breve ma sanguinaria terza faida di Scampia tra la Vinella Grassi con l’appoggio degli Amato pagano da una parte e gli Abete-Abbinante.Notturo dall’altra è ricca di  storia di tradimenti e voltafaccia da una parte e dall’altra. In questa ottica si inserisce il racconto del pentito Pasquale Riccio, ex esponente di spicco del clan Abbinante che  ha svelato alcuni particolari inediti di quella faida e di cosa accade subito dopo il duplice omicidio di Raffael Stanchi “lello Bastone” e Luigi Montò. Il racconto inedito di Pasquale Riccio è contenuto nelle 147 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata il mese scorso dal gip Francesco de Falco Giannone e che ha portato in carcere i boss della Vinella Grassi e delle famiglie Abete Abbinante protagonisti di quella faida. Ecco cosa ha detto Riccio:

“…Precedentemente, vi fu una riunione tra tutti noi dietro da CHIAPPELLONE e mandammo a chiamare la Vinella Grassi; vennero GUARINO Rosario,Gio Banana e sette otto persone, tra PACCIARELLI, Cicciotto, O’ Paparaciano, PILOTINO, e si discuteva di questo omicidio. Io vedevo che Gurino parlava in modo arrogante, intendendo che secondo lui si dovevano chiarire situazioni. Al che cominciammo a capire che l’omicidio STANCHI lo aveva commesso la VINELLA, ma LEONARDI lo capì subito, prima di tutti. Quella sera proprio, quando si chiacchierava di questa cosa, Leonardi disse a Guarino ed anche a me di restare a cena. Io però me ne tornai a casa. Guraino restò da Leonardi e gli spiegò il retroscena dell’omicidio STANCHI, spiegando che si volevano impossessare dei Puffi e cercare di formare un cartello autonomo, senza essere sotto le dipendenze di nessuno, a parte il fatto che ABETE Arcangelo era detenuto, dicendo che loro della Vinella si dovevano creare un nome ed anche il fatto che noi volevamo uccidere Leonardi Antonio; invero prima di Natale avevano litigato la Vinella e ChiappelIone, tanto che un affiliato dei Leonardi, GNOCCHETTO, picchiò un ragazzo che stava con la Vinella, che frequentava qualcuno del Lotto G, tanto che Gio Banana, MAGNETI’I Fabio, e Pacciarelli vennero a casa di ESPOSITO Giovanni dicendo che volevano ammazzare Leonardi Noi non glie lo permettemmo per non subire un loro diktat, ma noi avevamo già deciso di eliminare la Vinella Grassi. Altrettanto avvenne,  in un incontro prima di Natale tra noi e la Vinella, presente anche Totore o’ Marenar, in licenza dal carcere…omissis…
Quando venimmo a conoscenza di tutti i retroscena da OMISSIS si ipotizzò da parte nostra la guerra ma vedevo che lo Chalet Bakù, gli ABETE non erano portati alla guerra. Mandai un ‘ambasciata alla MASSERIA CARDONE per avere un incontro con loro come mediatori, con la Vinella Grassi. Prima ancora infatti vi era stato un incontro a Casavatore a casa della figlia di Ernestino FERONE e lì ancora si fingeva un ‘unione che era tale solo a parole. A questo incontro stavamo io, ABBINANTE Arcangelo, MONTANERA Giuseppe (pippetto), Ernestino FERONE, Leonardi Antonio, in un secondo momento vennero Gio Banana, o’ Paparaciano, Pilotinio, o’ Cinese, un certo GENNARO, Pacciarelli. Erano tutti armati: o’ paparaciano aveva un UZI ed una 9X21. Gio Banana disse io mi devo guardare, non so con io sia appiccicato….omissis…Poi ci fu l’incontro nella Masseria Cardone, allorchè noi sapevamo già che la Vinella e i Leonardi volevano fare una fusione contro di noi; per noi andammo io, ESPOSITO questo primo incontro vi fu la proposta di cessare questo stato di guerra fredda tra noi e proposte di spartire i Rioni: i Puffi al 50%, la VELA restava a Chiappellone, il Lotto G andava alla Vinella ed ai LeonardiI, le CAPPE andavano a noi, la 33 pure, ma lì teneva la piazza GERVASIO Giuseppe e si sospese la decisione, e lo Chalet Bakù’ ed i SETTE PALAZZI restavano come sempre agli Abete. Il MONTEROSA, su cui Leonardi aveva pretese, fu ribadito da me che era un simbolo per noi e non permettevamo a nessuno di entrarci. Leonardi disse che sospendevamo il Monterosa. Alla fine Leonardi disse che si era confuso, e che il Montersosa rimaneva a noi e si scusò.
Nella Masseria ci sono stati più incontri. Si affrontò anche il problema degli Amato Pagano, volendo noi sapere se la Vinella aveva stretto accordi con gli Amato Pagano, poiché nel frattempo, dopo l’omicidio di SCOGNAMIGUO Fortunato gli Amato Pagano avevano iniziato a scacciare da Mugnano, IAZZETTA Biagio, CIPOLLETTA Carlo Alberto , i familiari di Iazzetta che avevano una fabbrica di tende, ed i familiari del Cipolletta. L’omicidio di Scognamiglio per come cif u detto da MARINO Giovanni, venne commesso da Giovannone e da TONINO il figlio del fraulese, per come avevano saputo dalla persona che stava con Scognamiglio Fortunato al momento dell ‘omicidio, nascondendosi sotto la scrivania. Quindi noi sapevamo che erano gli Amato Pagano i responsabili, che uccisero Scognamiglio per darci un segnale ed impossessarsi di Melito e di Mugnano nello stesso momento…La Vinella ci disse che non aveva alcun accordo sottobanco con gli Amato Pagano ma noi avevamo intuito che invece c’era, avevamo saputo che Guarino aveva avuto incontri nella COSCIA BORRELLL La pax instaurata a modo di guerra fredda dopo gli incontri nella Masseria Cardone si interrompe con il tentato omicidio di mio fratello RICCIO Diego ed in ospedale costui mi disse che a sparargli era stato GERVASIO Giuseppe, con BARBATO Salvatore come conducente. …, io chiesi la testa di Gervasio Giuseppe e lo stesso Gio Banana e MENNETTA Antonio mi dissero che loro non vendevano nessuno ma che se l’avessimo trovato lo potevamo uccidere”.

Renato Pagano

15.continua

@riproduzione riservata