Voleva costruirsi un bunker sotto casa per trascorrere la sua latitanza il pregiudicato Giuseppe Passaro detto “peppe o’ merdillo” esponente di spicco del clan Orlando appartenente al gruppo armato di quelli dei “Carrisi”che avevano innescato la battaglia vincente contro i Polverino di “for o’ truglio” per il predominio sugli affari illeciti a Marano. Prima di essere arrestato ieri dai carabinieri aveva anche cercato la fuga da una finestra sul retro della sua abitazione ma ha trovato altri carabinieri ad attenderlo. Nel corso dei controlli è stato anche scoperto che Passaro stava realizzando un nascondiglio sotto al garage: si tratta di una cavità di circa 20 metri quadrati ancora in fase di realizzazione dove i militari hanno trovato attrezzi da lavoro. Peppe o’ merdillo era ricercato dal febbraio del 2016 perché deve scontare una pena definitiva a 9 anni di carcere. Era tornato a casa per curarsi i denti. Ma la sua latitanza è finita proprio nella sua abitazione dopo due anni. Figura di primo piano nel traffico internazionale droga nei comuni a Nord di Napoli, Passaro che è anche il genero del boss Gaetano Iacolare uno dei componenti del commando che assassinò il giornalista del Mattino Giancarlo Siani, e che di questa sua parentela si faceva forza, aveva trafficato droga anche in Emilia Romagna. Della sua figura e del suo ruolo si parla anche nelle circa mille pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dallo scorso anno dal gip Francesca Ferri e che ha in pratica ha sgominato l’intero clan Orlando e le famiglie alleate tra Marano, Quarto e Calvizzano. Fu proprio Passaro, come si racconta nell’ordinanza, che nell’agosto del 2015 andò in compagnia di Antonio Di Lanno nella zona del “Truglio” , zona ricompresa tra il Corso Mediterraneo e via Adda, sottoposta al controllo dei Polverino, e tale “Michelino” non aveva alzato la mano per salutarli, suscitando la loro reazione, riportata poi ad alcuni componenti del gruppo del “Truglio”. Era poi seguita l‟incursione di “Caccone” e “Giarretella” (Visconti Claudio e Giarra Diego), uomini di for o’ truglio, ai “carrisi”, ove vi fu un confronto con Raffaele Lubrano e Celeste Carbone (celestone), durante il quale era intervenuto Raffaele Veccia (alias o’ maresciallo) che aveva minacciato e allontanato i due polveriniani, recependo quel gesto come un affronto al Clan Orlando.
L’evoluzione di quel contrasto alle fasi iniziali porterà poi alla supremazia degli Orlando. Di quella lite che aveva visto come protagonista Giuseppe Passaro parlano in una conversazione intercettata nell’auto del ras Gennaro Sarappo, quest’ultimo insieme con Ciro Di Lanno fratello maggiore di Antonio (l’altra persona che aveva scatenato la lite con Passaro). Emerge che Di Lanno Antonio avrebbe mancato “di rispetto” a “Totore o russ” (Ruggiero Salvatore) e che per tale ragione gli esponenti apicali del clan Orlando avevano deciso che Di Lanno Antonio si sarebbe dovuto confrontare con Ruggiero Salvatore per chiarire l‟equivoco. Gennaro Sarappo spiega a Di Lanno Ciro che il problema con il gruppo di “for‟ o’ truglio” relativo al fratello Antonio Di Lanno è stato chiarito proprio grazie alla “visita” fatta da loro. In un passo della conversazione si capisce cosa è successo quando Claudio Visconti alias “caccone” (uomo del gruppo di for ‘o truglio) si è recato in mezzo ai “Carrisi” per cercare il confronto con Raffaele e Celeste. Sarappo ha parole critiche per Veccia Raffaele, maresciallo, “colpevole” di essere intervenuto mentre parlava Raffaele (Lubrano), quasi ledendone il ruolo apicale. Poi Antonio Di Lanno chiarisce che Raffaele è “un personaggio” e, quindi, un soggetto di levatura notevole all‟interno del sodalizio criminale. Di rilievo, infine, i passaggi sulla responsabilità di Peppe merdillo nella vicenda, e sul ruolo di Salvatore Ruggiero, sia come referente del gruppo “e for o’ truglio”, sia per la stima nei suoi confronti, e si commenta la necessità che il Di Lanno si rechi proprio dal Ruggiero per chiedere scusa. “Peppe merdillo” è un uomo degli Orlando, genero di Gaetanino, identificato in Gaetano Iacolare, elemento di spicco del Clan Nuvoletta, attualmente detenuto; sul cui conto Di Lanno dice: ….Peppe in testa, lo sai che tiene? E‟ il genero di Gaetanino!…, sostenendo che la superbia di Passaro Giuseppe derivi dalla consapevolezza di essere rispettato poiché genero di Iacolare Gaetano. Sarappo, nel ribattere prontamente, fornisce un dettaglio ancora piu‟ preciso in ordine all‟identificazione del soggetto, in quanto ….e non ci azzecca niente che è il genero di Gaetanino, mo per amore di dio, per il momento non conta proprio niente…mo lo chiamo io e gli dico Tu Peppe compagno a noi sta fatto bene che sei andato e coso… però quando Peppe viene… se loro ti dicono di fare così… non devi dare…”.
