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Renato Cavaliere, il killer pentito del clan D’Alessandro di Castellammare, colui che materialmente uccise il consigliere comunale del Pd stabiese, Gino Tommasino, il pomeriggio del 3 febbraio 2009, ha raccontato agli inquirenti cosa accadde quel giorno e soprattutto che il boss Vincenzo D’Alessandro, il reggente della cosca , disse loro:”…Avete fatto un bel casino con l’omicidio Tommasino”. Ma in un primo interrogatorio datato primo aprile 2015 aveva detto: “…gli ho detto che era stato suo cugino Salvatore Belviso a decidere l’omicidio e lui ha obiettato che certamente non doveva fare tutto quello che decideva il cugino…voleva uccidere me e Raffaele Polito”. Poi Renato Cavaliere ci ha ripensato e ha spiegato nei successivi interrogatori: “…Sono stato io ad andare a Rimini per giustificare l’omicidio di Luigi Tommasino con Enzo D’Alessandro. Lui mi ha chiesto se ero stato io e , dopo aver aver avuto la conferma, ha detto che avevamo fatto un bel casino riferen..
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Chiesti 21 anni di carcere per l’omicidio di Dario Ferrara “Millebolle” il 18enne tifoso della Nocerina ucciso dal suo amico Francesco Paolo Ferraro, che lo colpì con un casco alla testa al culmine di un litigio. La richiesta è stata avanzata ieri mattina dal pubblico ministero Giuseppe Cacciapuoti della Procura di Nocera al processo che si sta celebrando in Corte d’assise a Salerno. L’assassino è accusato di omicidio volontario, escludendo l’aggravante della premeditazione. La sentenza arriverà ad inizi di giugno. Non è ancora venuto fuori il vero movente della lite. I fatti avvennero il 25 aprile del 2015. In quel pomeriggio Dario e Francesco si trovavano, insieme ad altri amici, davanti al parco “Canzolino” di località Villanova. Lì avvenne il litigio e lì, secondo l’accusa, il diciottenne sarebbe stato colpito a morte. Dario “Millebolle”, come lo avevano soprannominato gli amici, andò subito in coma e morì dopo due giorni di agonia per le lesioni cerebrali..
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Un imprenditore al carcere, un altro ai domiciliari e un sequestro beni di circa 2 milioni e 500mila euro. È il bilancio di un’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli nei confronti di due indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, turbata libertà degli incanti aggravati dalla finalità di agevolare il clan dei Casalesi, in merito alla realizzazione dell’area Pip del Comune di Aversa, in provincia di Caserta. Il blitz è stato condotto dai carabinieri del nucleo investigativo di Caserta e dai finanzieri del Gico di Napoli. L’indagine è scaturita dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Antonio Iovine, detto “‘o ninno”, ex primula rossa e boss dei Casalesi, rilasciate sin dal maggio 2014. E poi confermate dalle intercettazioni telefoniche e ambientali ma anche grazie all’acquisizione di documenti presso alcuni enti pubblici come il Comune di Aversa. È stato così possibi..
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Ci sono anche sei minorenni tra i destinatari dei 25 provvedimenti restrittivi emessi dal gip della procura di Torre Annunziata dopo indagini dei carabinieri sullo spaccio di droga a Bosco Reale, nel Napoletano, nella zona del cosiddetto Piano Napoli. Le misure cautelari sono state notificate tra Boscoreale, Roma, Napoli, Airola e Carinola. Dei minorenni indagati, due sono finiti in un istituto di pena minorile, tre sono stati collocati in comunità e un altro ha l’obbligo di permanenza in casa. Per quanto riguarda gli altri indagati, tre sono in carcere, 15 hanno un divieto di dimora in Campania e uno ha l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.L’indagine, condotta dai militari della Stazione di Boscoreale dal settembre 2014 al febbraio 2016, ha consentito di documentare oltre 400 episodi di spaccio di droga nel “Piano Napoli” di via Passanti Scafati, area d’influenza del clan camorristico Aquino-Annunziata. Nel corso delle attività investigative so..
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Clan Mariano: in 44 rinviati a giudizio. E’ il gruppo più folto di quelli arresati nel maxi blitz dello scorso anno che hanno chiesto di essere giudicato con rito ordinario. Tutti i componenti della famiglia mariano invece “I picuozzi”dei Quartieri Spagnoli e i loro fedelissimi hanno scelto il rito abbreviato. Per questi ultimi il processo inizierà il 20 giugno. Per quelli che hanno deciso di affrontare il processo invece se ne parlerà il 16 luglio davanti al Collegio C della Terza sezione penale del Tribunale di Napoli. L’accusa per tutti è di estorsioni, traffico di droga, associazione mafiosa e altro. Tra questi ci sono Enrico Ricci e il figlio Gennaro condannati in primo grado a 27 anni di carcere per l’omicidio di Vincenzo Masiello avvenuto nel settembre del 2011. poi c’è il celebre Mario Savio ‘ o bellillo famoso per le apparizioni in tv in cui diceva di essersi redento e invitava il figlio Pietro a non seguire le sue orme: E ancora lo spietato killer A..