Ecco alcuni retroscena dell’inchiesta della Dda di Napoli sulle infiltrazioni della camorra alle scorse eelezioni amministrative al comune di casavaatore. Inchiesta che ha porta ieri all’avviso di conclusione indagine per il sindaco Lorenza Orefice, eletta in una lista civica, sia il suo antagonista alle comunali del 2015, Salvatore Silvestri, a capo della lista ‘Pd Silvestri Sindaco’ e altri 13. Tra questi ci sono Salvatore Ferone, elemento di spicco dell’omonimo clan e nipote del boss Ernesto, che appoggiava Lorenza Orefice, il comandante dei vigili urbani, Antonio Piricelli, e il maresciallo della polizia locale, Vincenzo Orefice (per entrambi, però, il magistrato ha escluso la matrice mafiosa). Mentre la pesante accusa compare nel capo di imputazione per tutti gli altri, tra cui i consiglieri comunali Ciro Minichini e Salvatore Pollice (entrambi sostenitori di Silvestri e ora in minoranza nell’assise cittadina) e Giuseppe Pranzile, (maggioranza). Coinvolti, inoltre, gli aspiranti consiglieri che avevano svolto la campagna elettorale per il candidato sindaco Salvatore Silvestri ma che sono risultati non eletti, Ciro Rossi, Barbara Cozzolino e Mauro Ramaglia e Paolo Spinuso che aveva sostenuto, ma solo al ballottaggio, Lorenza Orefice.Tra i destinatari dell’avviso anche Massimo Minichini, fratello di Ciro; Nadia Sarnataro, moglie di Ramaglia; Giuseppe Pellegrino, operaio addetto all’affissione di manifesti elettorali per conto di una società privata. Silvestri, Ramaglia, Sarnataro, Cozzolino, Piricelli, Vincenzo Orefice e Pollice sono indagati per voto di scambio perché, “in concorso tra loro e con altre persone in corso di identificazione, durante la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale del 31 maggio 2015 e del successivo turno di ballottaggio del 15.06.2015 per ottenere il voto in favore della liste collegate al sindaco Democrat promettevano beni e varie utilità”.Il comandante dei vigili urbani Piricelli, che è anche presidente del consorzio cimiteriale e consigliere comunale ad Ischia, eletto in una lista civica) insieme al maresciallo Orefice “…nel sovraintendere alle normali operazioni di tutela del territorio (disinfestazioni e derattizzazioni) evidenziavano ai cittadini che tali operazioni erano state realizzate per il diretto interessamento e su insistenza di Mauro Ramaglia, Salvatore Silvestri e Salvatore Pollice…si attivavano anche per evitare che i manifesti elettorali di Silvestro e Ramaglia venissero strappati, modificando anche in modo evidente e riconoscibile dalla cittadinanza l’orientamento delle telecamere di videosorveglianza comunale”. Il comandante Piricelli avrebbe omesso anche di denunciare all’autorità giudiziaria alcuni fatti di reato di cui aveva avuto notizia e sempre riguardanti le elezioni amministrative. Silvestri, Ciro Minichini, Rossi, Ramaglia e Pollice, invece, “…si avvalevano ai fini della propaganda elettorale di Massimo Minichini, pur consapevoli che lo stesso era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale ai sensi della normativa antimafia, quale appartenente al clan Ferone, sottogruppo degli Amato-Pagano”.Massimo Minichini invece “…il 13 giugno fu pubblicamente picchiato da Paolo Spinuso, Salvatore Ferone e Giuseppe Pellegrino che favorivano il candidato sindaco della cordata elettorale contrapposta a Silvestri e facente capo a Lorenza Orefice… Questi ultimi avrebbero anche esercitato pressioni con mezzi illeciti atti a diminuire la libertà elettorale per costringere numerosi elettori dei quartieri di Casavatore a votare in favore dei candidati Lorenza Orefice e Giuseppe Pranzile, suocero di Salvatore Ferone”. Scrive il magistrato: “…L’intento dei clan era di creare e beneficiare dei canali di collegamento istituzionali, derivanti dalla elezione di soggetti eletti anche attraverso il metodo della corruzione elettorale di tipo mafioso”.
Operazione contro i “signori della droga” a Napoli: i carabinieri del comando provinciale di Napoli e del Ros hanno eseguito circa 30 arresti. Tra i destinatari figurano elementi di spicco del clan Contini del centro storico della città. In esecuzione anche un sequestro di beni per circa 20 milioni di euro da parte della Guardia di Finanza. Ricostruito il business milionario e la vita sfarzosa di alcuni degli indagati: barche di lusso, partite di droga da centinaia di migliaia di euro, e investimenti dei proventi in prestigiose attività commerciali. I reati ipotizzati sono associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante delle finalità mafiose.
I carabinieri del Comando Provinciale di Salerno sono impegnati un una operazione di polizia giudiziaria che interessa diversi Comuni della Piana del Sele e dell’hinterland partenopeo, in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal gip del tribunale di Salerno. Agli indagati e’ contestata l’associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti di diverso tipo, che giornalmente venivano immesse nel mercato di Battipaglia e dei Comuni limitrofi. L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo di Salerno, ha consentito di disarticolare l’organizzazione delinquenziale, composta dai componenti di una famiglia battipagliese, e di individuare una fitta rete di pusher che in modo autonomo ‘lavoravano’ nello stesso territorio. I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di conferenza stampa, alle 11, nell’ufficio del Procuratore di Salerno.
Ha aggredito e picchiato la sorella e l’anziana madre per farsi dare 100 euro. Un 55enne di San Giovanni a Teduccio (periferia est di Napoli) con precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio, è stato tratto in arresto nella tarda serata di ieri dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli. Dovrà rispondere di estorsione, tentata rapina e lesioni personali dolose. Gli agenti sono intervenuti dopo una segnalazione ricevuta dalla sorella dell’aggressore che, dopo le richieste e le violenze, era riuscita a fuggire da una vicina mentre la madre era rimasta in casa. Al loro arrivo gli agenti hanno trovato madre e figlio in cucina. L’uomo minacciava di usare un coltello che era poggiato su un tavolo, la madre impaurita e tremante si era rannicchiata in un angolo della stanza. La donna ha raccontato che da diverso tempo il figlio aggrediva lei e la figlia per estorcere denaro ed ha mostrato agli agenti anche denunce sporte in precedenza. L’uomo è stato tratto in arresto mentre la sorella è stata costretta a ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale San Giovanni Bosco che hanno stilato una diagnosi di trauma cranico non commotivo e una contusione alla regione sternale, guaribile in 15 giorni.
Due turisti, villeggianti in un noto hotel di Forio , sono stati denunciati dai carabinieri di Ischia in quanto ritenuti responsabili di furto con destrezza. Alcuni esercizi commerciali situati nel centralissimo Corso Vittoria Colonna, avevano già denunciato nei giorni scorsi ai militari diversi episodi di furto. Grazie all’acquisizione dei filmati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza dei negozi è stato possibile risalire ai due autori. La merce rubata è stata rinvenuta a seguito della perquisizione della camera d’albergo, occupata dai denunciati, e restituita ai negozianti