Redazione Campania Crime News

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Pozzuoli, pizzo sulle case popolari: condannato a 6 anni Canale del clan Longobardi-Beneduce

Pozzuoli. Pizzo su un locale Iacp, una vittima costretta a pagare un fitto mensile per vent’anni nonostante versasse il canone all’istituto autonomo case popolari. E’ stato condannato a sei anni e due mesi di reclusione Giovanni Canale, 65 anni, vicino al clan Longobardi-Beneduce. Il Gup ha accolto la richiesta di condanna del pm Gloria Sanseverino nei confronti di Canale accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso.Canale, residente a Pozzuoli in via Gugliemo Oberdan alle “Palazzine”, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno e ritenuto vicino al clan Longobardi-Beneduce, aveva preso sin dal lontano 1990 ad estorcere denaro, prima 500mila lire al mese, e poi 500 euro, al titolare di una sala – giochi ed internet point, sita in un locale dell’Istituto Autonomo Case Popolari, al Rione Toiano. Al 65enne è stata applicata la pena accessoria di tre anni di Casa lavoro dopo aver scontato la condanna. Risarcite le parti civili: il Comune di Pozzuoli e l’associazione antiracket ‘So..

Napoli, raid contro il nipote del ras Rinaldi: condannati Donadeo e Bonavolta

Napoli. I Mazzarella contro i Rinaldi per la puzza in un garage: condannati i due uomini che ferirono il nipote del ras del Rione Villa. Il Gup Taglialatela ha inglitto 4 anni a Luigi Bonavolta e 5 anni e 8 mesi a Salvatore Donadeo per lesioni volontarie ai danni di Giovanni Rinaldi. Alla base del raid punitivo la puzza in un garage che la sera del 17 settembre scorso fece scattare la vendetta dei Mazzarella. L’episodio era inserito nel decreto di fermo emesso nei confronti di Salvatore Donadeo ‘o pozzolento, arrestato il 3 ottobre scorso, ritenuto il mandante del raid, e Luigi Bonavolta, 22 anni, pregiudicato che sparò a Rinaldi. L’agguato contro Rinaldi, così come hanno ricostruito i carabinieri della compagnia di Poggioreale, guidati dal capitano Golino, si consumò alle 21.45 circa, mentre si trovava in via Pazzigno assieme ad un altro ragazzo. I due stavano commentando il litigio per futili che c’era stato qualche ora prima tra Marco M. e l’esponente della famiglia Reale. Un liti..

Droga per la Calabria, condannati Valentino jr e i Savino. Sei anni anche a Guarro e Immola

Torre Annunziata. Traffico di droga con la Calabria: mite condanna per Valentino Gionta jr, il Gup esclude l’aggravante. Un anno e 4 mesi di reclusione per il 23enne, rampollo di Aldo Gionta, il poeta, due anni e 4 mesi per Felice Savino e un anno e sei mesi per il figlio Pasquale. I tre torresi erano finiti in un’inchiesta della Dda di Napoli su un traffico di droga dalle falde del Vesuvio fino alla Calabria, in particolare a Scalea. Il Gup Rosario Fiorentino ha escluso per i tre l’aggravante di allestito il traffico nell’ambito della criminalità organizzata. Per Valentino jr, difeso dall’avvocato Roberto Cuomo, il pm Claudio Siragusa aveva chiesto 4 anni di reclusione. Anche per i Savino è stata esclusa l’appartenenza ad un’organizzazione criminale autonoma che ‘esportava’ marijuana fuori dalla Campania. Condannato a due anni e 6 mesi anche il pusher siciliano Ivan Sestito, con Simona Manzi di Scalea condannata a un anno di reclusione. Per il filone delle estorsioni, il Gup ha inflit..

Acerra: la Cassazione conferma: 27 anni al boss Crimaldi

Acerra. Risiko: confermate le condanne per il boss Cuono Crimaldi e i suoi adepti. Associazione per delinuere finalizzata alle estorsioni e alla ricettazione, il tutto aggravato dall’articolo 7: questi reati per i quali Cuniello ‘e capass dovrà scontare 27 anni di reclusione, confermata la sentenza di appello anche per il nipote di Crimaldi, Francesco Di Lorenzo e Gennaro Castiello, alias Gennaro ‘ cantante (8 anni), Maria Giovanna D’Iorio 2 anni e 8 mesi. I cinque imputati erano finiti nell’inchiesta della Dda di Napoli sul clan Crimaldi di Acerra per una serie di estorsioni messe a segno ai danni di commercianti e imprenditori. La Cassazione ha ratificato la sentenza emessa dalla corte di appello di Napoli, che aveva anche condannato gli imputati a risarcire i danni alle parti civili: Comune di Acerra, Coordinamento delle associazioni antiracket e Provincia di Napoli. L’operazione “Risiko” risale a settembre 2010 quando vennero arrestate 43 persone. L’indagine prese in esame le dinam..

Scommese truccate nell’Agro, il carabiniere e il finanziere indagati si difendono: “Mai dato soffiate ai Contaldo”

I due esponenti delle forze dell’ordine sospesi dal servizio per 12 mesi e finiti ai domiciliari perché accusati, nell’ambito dell’operazione denominata “Iamm-Iamm”, di rivelazione del segreto istruttorio e di essere complici di Antonio Contaldo, si sono difesi ieri mattina davanti al gip Pietro Indinnimeo. Donato Salerno, maresciallo della Finanza in servizio al Tribunale salernitano, difeso dall’avvocato Michele Sarno, e Raffaele Baglieri, vicecomandante della stazione dei carabinieri di Angri, assistito dall’avvocato Guido Sciacca. Salerno ha negato di aver mai passato informazioni riservate a Luigi Tagliamonte – cognato di Tonino Contaldo, alias Caccaviello, ideatore della piattaforma on line per il poker illegale -. Il gip Indinnimeo, nel giro di poche ore ha confrontato la sua versione con quella proprio di Tagliamonte, interrogato ieri mattina, assistito dall’avvocato Silvio Calabrese. Difesa strenua anche per Baglieri, che, in servizio presso la Tenenza di Pagani all’epoca dei ..

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