Nonostante sia cambiato il presidente del collegio giudicante il processo contro i falsi ciechi di castellammare, penisola sorrentina e Comuni vesuviani è salvo e va avanti con tutte le prove a carico portate in dibattimento dal pm Emilio Prisco grazie al lavoro investigatorivo della guardia di Finanza. Il blit scattò nel settembre del 2013 e portò a 21 ordinanze a carico di altrettanti “falsi ciechi”. Si accertò una truffa all’Inps di un milione e 700mila euro. Non solo molti di questi ci vedevano benissimo, facevano shopping guardavano la tv, andava alla posta in fila apagare le bollette e conducevano una vita normalissima. Ma nonostante ciò avevano percepito assegni di invalidità con cifre da capogiro: dai 52.808 ai 73.732 euro. A smascherarli le indagini congiunte dei carabinieri e della guardia di finanza che bussavano alla porta dei ‘sospetti’ travestiti con le classiche tute bian- che della ‘Gori’. I finanzieri travestiti mostravano la bolletta dell’acqua. I “falsi ciechi” stri..
Ecco chi sono i sei indagati eccellenti per la fabbrica abusiva di limoncello a Piano di Sorrento. Si tratta di Michele Amodio (tecnico comunale), Antonino Arpino (titolare della ditta edile) Gaetano Arpino (l’altro titolare di una ditta edile), Antonio Eelefante (progettista e direttore dei lavori), Giovanni Russo (presidente del consiglio di amministrazione della società), Gian Mario Russo ( amministratore della società). L’inchiesta coordinata dl pm Marco La Rovere della Procura di Torre Annunziata ieri ha portato al sequestro dell’opificio industriale sito in via Gennaro Maresca dove si producevano liquori e il famoso limocello. I sei indagati sono accusati di falso e abusivismo edilizio. Secondo le indagini la fabbrica sarebbe stata realizzata a partire ” da una struttura preesistente sprovvista dei titoli abitativi e in area non edificabile perché sottoposta a vincolo paesaggistico”. L’inchiesta dovrà fare luce sull’iter che ha consentito la costruzione dell’immobile tra l’altro ..
Piano di Sorrento. Potevano lasciare il luogo di lavoro, una ‘mobilità’ che potrebbe salvare i comunali ‘fannulloni’ sotto processo al Tribunale di Torre Annunziata. I dirigenti comunali alleviano la posizione di sette degli otto dipendenti comunali imputati nel processo che si sta celebrando dinanzi al giudice. In aula hanno testimoniato Luigi Maresca, Giacomo Giuliano e Vincenzo Limauro. “Quasi tutti avevano ruoli che permettevano loro di muoversi dal posto di lavoro, escluso il centralinista” hanno detto i funzionari al pm. Otto le persone finite dinanzi ai giudici per truffa allo Stato perchè assenteisti: Salvatore Pollio, istruttore dell’ufficio scuo- a; Immacolata Di Nota, moglie dell’autista del Comune Luigi Carotenuto, anche lui a giudizio; Rosario De Luca, centralinista; Antonino Aversa, istruttore dell’ufficio Stato civile; Antonino Valcaccia, esecutore; Carlo Pepe, dirigente dell’ufficio Cultura e Michele Esposito, messo notificatore. A portare gli otto dinanzi al giudice un..
Il pm della Dda di Napoli, Antonella Fratello, ha chiesto 4 ergastoli per il boss Francesco Mazzarella e tre dei suoi fedelissimi Alfonso Criscuolo, Giuseppe Di Vaio e Carlo Radice. I tre sono accusati di aver ucciso due fratelli Rom del campo nomadi di Secondigliano .Mirko e Goran Radosavljevic, avvenuto nel 2004.Ma la dda ha ricostruita grazie ai pentiti Giuseppe Persico ed Errico Autiero( per il primo sono stati chiesti 18 anni e sei mesi di carcere, per il secondo 1o anni e 5 mesi) altri due omicidi riconducibili agli attacchi dei “mazzarelliani” ai Mauro, imprenditori di piazza Mercato. Quelli di Francesco Ferrone, cognato dei Mauro ucciso il 3 febbraio 2004 nell’ufficio del garage che gestiva in piazza Mercato e di Antonio Scafaro massacrato il 6 marzo 2005 in piazza Largo al Mercato. E’ stato il pentito Giuseppe Persico a spiegare agli investigatori gli omicidi dei due rom. Ecco cosa dice in un verbale: “…non riuscivamo a trovare gli autori del furto a casa del nostro boss e per..
La procura della Repubblica di Napoli ha emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dell’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, nell’ambito dell’inchiesta-stralcio sul saccheggio della biblioteca dei Girolamini, nel centro storico di Napoli. Dell’Utri è indagato per peculato in concorso con l’ex direttore della Biblioteca e consulente del ministero dei Beni culturali Marino Massimo De Caro, già sotto processo per questa vicenda (condannato in appello a sette anni di reclusione in quanto ritenuto il principale responsabile della sottrazione di libri antichi). L’avviso è stato firmato dai pm titolari dell’inchiesta, i sostituti Ilaria Sasso del Verme, Antonella Serio e Michele Fini, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli. Dell’Utri aveva ricevuto da De Caro diversi volumi antichi, quasi tutti restituiti dopo l’apertura dell’inchiesta, ad eccezione di una copia rara dell’Utopia di Tommaso Moro che finora non si è riusciti a ritrovare..