Redazione Campania Crime News

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Angela Celentano , dal Messico richiesta del Dna alla famiglia

Luci accese sul caso di Angela Celentano la bimba scomparsa il 10 agosto 1996 sul monte Faito. Dal Messico i magistrati, attraverso una rogatoria, hanno chiesto alla famiglia dei campioni di sangue. La richiesta alla famiglia Celentano è stata inviata alcune settimane fa dalla Procura generale messicana e, nei giorni scorsi, è arrivata sulla scrivania del gip del Tribunale di Torre Annunziata Giovanni De Angelis. Sangue e saliva gli elementi richiesti dalle autorità messicane alla famiglia Celentano. Toccherà ora alla polizia scientifica italiana effettuare i prelievi e inviare i campioni raccolti in Messico. Molto probabilmente il dna dei Celentano servirà ad aggiornare il materiale a disposizione degli investigatori messicani. La famiglia Celentano, chiusa nel più stretto riserbo preferisce non commentare il loro unico desiderio è riabbracciare quella figlia scomparsa un giorno d’agosto nel lontano 1996.

Ercolano, rubano materiale edile da un cantiere: in manette intera famiglia

I carabinieri della tenenza di Ercolano, sono intervenuti dopo una segnalazione arrestando tre persone. Si tratta di un 54enne pregiudicato e ritenuto affiliato al clan Ascione Papale, la moglie 53enne e il figlio 22enni, anche loro con precedenti. Per i tre l’accusa è di furto aggravato perché i militari li hanno bloccati mentre rubavano da un cantiere edile per la manutenzione delle case popolari in via belvedere 7 secchi di plastica da 25 chili ognuno contenente vernice e 2 bustoni contenenti giunture da ponteggio. I carabinieri hanno anche trovato e sequestrato vari arnesi atti allo scasso, una tronchese, varie pinze e un grosso martello. La refurtiva è stata recuperata e restituita agli aventi diritto. Gli arrestati sono in attesa di rito direttissimo.

Torre del Greco, minaccia il titolare di un bar per 20 euro: arrestato

Pur di farsi consegnare 20 euro ha minacciato di morte il proprietario di un bar ed è stato arrestato. E’accaduto a Torre del Greco dove i carabinieri della stazione capoluogo hanno arrestato in flagranza di reato Salvatore Cuomo, 28 anni, già noto alle forze dell’ordine: è accusato di tentata estorsione. L’uomo si è presentato in un bar di via Spiaggia del fronte, minacciando di morte il proprietario e portandogli via 20 euro. Allertati dalla vittima, i militari dell’Arma sono immediatamente intervenuti bloccando Cuomo mentre era ancora all’interno del locale pubblico. Il ventottenne è adesso in attesa di rito direttissimo.

Napoli, cocaina nascosta nei barattoli di pomodoro: arrestato pregiudicato

Cocaina nei barattoli di pomodoro e bilancino di precisione, per preparare le dosi, in una confezione di merendine: era ai domiciliari perché indagato per rapina, ma nel frattempo spacciava cocaina, Gennaro Francescone, pregiudicato di 24 anni, arrestato nel corso di una perquisizione nella sua abitazione dagli agenti del commissariato di Polizia “Decumani” di Napoli. Gli agenti, rovistando nella dispensa, hanno notato alcuni barattoli di pomodori perfettamente sigillate ma di peso superiore a quello segnato sull’etichetta. Quando li hanno aperti hanno scoperto che contenevano cocaina. Trovati e sequestrati oltre 2300 euro che i poliziotti ritengono siano frutto della vendita della droga. Francescone é finito nel carcere napoletano di Poggioreale.

Duplice omicidio a Saviano, Gegè D’Atri cancellò un debito di gioco con le pallottole

Somma Vesuviana/Saviano. Sono stati uccisi per un debito di gioco di circa 20mila euro, Francesco Tafuro e Domenico Liguori, 33 e 32 anni, gestori di un centro scommesse di Somma Vesuviana, trovati crivellati di colpi in una zona isolata di Saviano, lo scorso 11 febbraio. Ieri i carabinieri hanno fermato, con l’accusa di duplice omicidio in concorso e violazione della legge sulle armi, tre persone, due delle quali ritenute vicine a un clan. Si tratta di Eugenio D’Atri, detto “Gegè”, 32 anni; Nicola Zucaro, 36 anni, e Domenico Altieri, 31 anni. Dalle indagini è emerso che i presunti killer e le due vittime si sarebbero dati appuntamento in via Olivella, dove poi è avvenuto il duplice delitto. Forse si è trattato di un tranello. Uno dei fermati aveva perso i soldi, in più tranche, a causa di una serie di puntate “scoperte” (ordinate senza consegnare soldi), andate male. Nelle prossime 48 ore è prevista l’udienza di convalida del decreto di fermo emesso dalla Dda di Napoli. Gli inquirenti sono arrivati all’identificazione dei presunti killer analizzando l’attività delle vittime. D’Atri avrebbe vinto, agli inizi di febbraio, una ‘bolletta’ di 15mila euro nell’agenzia di via San Sossio. Non pago della vincita avrebbe reinvestito quei soldi in ‘scoperte’, accumulando un debito verso i gestori di circa 20 mila euro. D’Atri avrebbe costretto i due giovani ad accettare e scommesse sfruttando i suoi legami con il clan camorristico Cuccaro, egemone nel quartiere di Barra e nei paesi del vesuviano. Il sommese D’Atri aveva anche postato su Facebook una sua vincita di 15mila euro, ma nel frattempo a fronte di quel colpo di fortuna aveva perso al gioco oltre il doppio. Una partita che non voleva perdere e, dunque, quando i due titolari gli avevano chiesto di saldare il conto, lui avrebbe organizzato il regolamento di conti con i suoi due complici.

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