Ciro De Tommaso, 64enne pregiudicato già sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata, è stato arrestato nella serata di ieri dagli agenti del Commissariato di Polizia “Vicaria-Mercato”. L’uomo, padre di Gennaro De Tommaso, capo ultras conosciuto come ‘Genny a’ carogna’, era destinatario di un provvedimento di aggravamento della misura a cui era sottoposto, con la casa di lavoro per la durata di un anno. Il provvedimento di aggravamento della misura, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione, è scaturito a seguito delle varie violazioni commesse dall’uomo e contestate dai poliziotti, avendolo sorpreso in più occasioni con pregiudicati del quartiere Forcella. Gli agenti hanno condotto Ciro De Tommaso alla Casa Circondariale di Poggioreale, a disposizione del Ministero di Grazia e Giustizia che ne disporrà il suo trasferimento.
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Arriva in aula l’inchiesta della Procura di Noia che ha coinvolto 18 indagati tra dipendenti comunali, politici e imprenditori, coinvolti a vario titolo in 14 procedimenti di inchiesta. Presunte irregolarità, abuso d’ufficio, atti contrari ai doveri di ufficio, mandati di pagamento emessi in favore di ditte non in regola con i contributi previden ziali, fatture gonfiate e appalti pilotati questi i reati che vedono coinvolte a vario titolo politici, imprenditori, e colletti bianchi. Tocca al Gup Sepe decidere se accogliere tali richieste, condannando a 4 anni di reclusione Antonio Mercogliano, assolvere Riño Barone e Ciro De Leo, (i quali hanno fatto richiesta e ottenuto patteggiamento e rito abbreviato in alternativa al processo classico) e rinviare a giudizio gli altri 15 indagati.
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L’ennesima storia di violenza fra le quattro mura domestiche. E’ quella che proviene da Poggiomarino dove i Carabinieri hanno arrestato un marito violento per il quale picchiare selvaggiamente la moglie era diventata un’abitudine. Cambiano le vittime, ma è il solito tragico copione: un uomo violento e una donna che non riesce a denunciarlo per amore subendo, invece, la furia incontrollata del marito. Protagonista una coppia di Poggiomarino. L’uomo è un 46enne originario di Poggiomarino, già noto ai militari del Nucleo Radiomobile di Torre Annunziata che sono andati a mettergli le manette ai polsi. Contro di lui la pesante accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Quelle poste in essere nei confronti della moglie 45enne. Non era la prima volta che accadeva. Una violenza non del tutto annunciata, celata nei silenzi della moglie, quella messa in atto dal 46enne. L’ennesimo brutale episodio di violenza sulle donne. Calci, pugni, schiaffi, spintoni. Questo il triste repertorio delle violenze subite dalla 45enne. Un repertorio lungo e ripetuto. Solo l’intervento dei militari dell’arma dei carabinieri ha messo fine alla barbarie. I militari sono intervenuti d’urgenza a seguito di segnalazione pervenuta al 112. Giunti sul posto hanno immediatamente bloccato l’uomo che poco prima aveva selvaggiamente picchiato la moglie, provocandole brutte tumefazioni al volto, sfregiandola, e su tutto il corpo riportando escoriazioni multiple. La donna è stata portata al nosocomio più vicino per essere sottoposta a cure, per lei, oltre all’ennesimo spavento e shock, una prognosi di 10 giorni. Sottoposta a interrogatorio, la donna avrebbe raccontato ai carabinieri la serie di violenze subite dal marito. Delle vere e proprie barbarie perpetrate da tempo, ma cui la donna non ha mai voluto denunciare alle forze dell’ordine. Non solo per il timore della vendetta del marito ma anche per l’affetto verso il proprio compagno e la speranza, mai sopita, che quelle violenze smettessero riportando pace a amore nella coppia. Una speranza schiacciata però dalla folle violenza dell’uomo. Tratto in arresto il marito è in attesa di rito direttissimo. Dovrà rispondere dell’infamante accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.
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Un pregiudicato e’ stato ucciso a Napoli in un agguato. Giuseppe Calise, 25 anni, e’ stato colpito da sicari al volto nel rione Don Guanella, ed e’ stato trasportato in gravi condizioni all’ospedale San Giovanni Bosco dove e’ deceduto poco fa. Sul caso indaga la polizia. . Il giovane era noto alle forze dell’ordine per precedenti penali. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del comando provinciale di Napoli che hanno avviato ricerche e indagini per ricostruire le ultime ore di vita di Calise e identificare i killer.
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Quattro minorenni accusati, a vario titolo, di aver compiuto undici rapine in pochi mesi nel Napoletano, sono stati arrestati all’alba dai Carabinieri di Castello di Cistern I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale per i minorenni al termine di indagini coordinate dalla Procura per i minori di NAPOLI che hanno portato alla scoperta di un presunto gruppo che negli ultimi mesi del 2015 avrebbe fatto una serie di rapine in supermercati, farmacie e distributori di carburante nell’area del Vesuviano. Durante l’inchiesta, denominata “Lucignolo”, i Carabinieri hanno scoperto anche un “metodo educativo” per i ragazzi del gruppo, i luoghi dove si riunivano e pianificavano le rapine, i nascondigli dove venivano nascosti auto e motocicli impiegati, gli abiti usati per mimetizzare le corporature e le armi per minacciare i titolari delle attività prese di mira. Secondo gli investigatori era stata messa in piedi una sorta di “scuola di rapina” nella quale i ragazzi, dopo i colpi, per rafforzare i legami di gruppo, andavano a festeggiare in pizzeria. Le foto venivano anche taggate su Facebook. “Se non sei in grado di farlo, non sei uomo!”: è l’esortazione con la quale il presunto ‘capo’ del gruppo di quattro rapinatori minorenni arrestati all’alba dai Carabinieri nel Napoletano incitava i ragazzini a compiere le rapine (undici negli ultimi mesi del 2015) secondo i suoi “insegnamenti” e sotto la “direzione”. L’uomo, maggiorenne, è ora detenuto per altri motivi. Durante le indagini dei Carabinieri, è emersa l’inesperienza, oltre all’incertezza, dei ragazzi nel compiere le rapine. In un video estrapolato dal sistema di videosorveglianza di una delle attività prese di mira, si vede il loro arrivo di corsa su uno scooter, la pistola puntata in faccia al malcapitato che, dopo qualche attimo di esitazione, riesce a cacciare via in malo modo ben due dei giovanissimi rapinatori. Questi ultimi, con fare goffo, si allontanano di corsa, increduli dell’imprevista reazione.
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