Trentaquattro condanne, un ergastolo e trecentoventidue anni di carcere e’ stata scritta la parola fine al maxiprocesso alla camorra di Barra e Ponticelli. Condanna per tutti gli imputati a giudizio Angelo Cuccaro,Raffaele Cuccaro a 16 anni, Luigi Cuccaro a 10 anni in continuazione con precedente condanna, Michele Cuccaro a 10 anni, Antonio Cuccaro a 4 anni. Condanna anche per il boss emergente del clan dei tatuati, i Bodo, ossia i De Micco di Ponticelli: il giudice ha stabilito 10 anni di reclusione per Marco De Micco. Il dispositivo della sentenza ha previsto inoltre la condanna anche per gli altri imputati alla sbarra. L’elenco si apre con Giusy Mariarco Acampa (4 anni e 5 mesi di reclusione), Vincenzo Amodio (14 anni e 4 mesi), Andrea Andolfi (classe 1979) 14 anni, Andrea Andolfi (classe 1974) 16 anni, Ciro Andolfi condannato a 4 anni in continuazione con una precedente condanna. Nunzio Andolfi (8 anni), Diego Ascione (8 anni e 10 mesi), Camillo Attilio (10 anni), Ciro Bottiglieri (dieci anni), Salvatore Busiello (dieci anni), Mario Campisi (12 anni), Angelo Coratella 12 anni), Luigi Cristiano (8 anni), Raffaele Cuccaro (16 anni di reclusione), Sergio D’Aponte (4 anni). E il verdetto è stato di condanna anche per Francesco Esposito (13 anni), Luigi e Ciro Imperatrice (rispettivamente 10 e 4 anni di carcere), Alessandro Migliaccio (5 anni), Nunzio Miranda (14 anni), Felice Orabona (4 anni), Carmela Parisi (10 anni), Giuseppe Petrone (5 anni), Giuseppe Pisani (10 anni), Rosario Riccardi (10 anni), Veronica Russo (6 anni), Vincenzo Salzano (10 anni), Annamaria Scherma (6 anni), Luigi Valda è stato condannato a dieci anni di reclusione e la stessa pena è stata decisa per Raffaele Velotto.
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La squadra Mobile di Napoli e il commissariato di Portici hanno arrestato otto persone tutte affiliate al clan Vollaro. Le indagini hanno consentito di accertare che gli indagati erano dediti ad attività estorsive ai danni di imprenditori che noleggiano video poker e slot machine nei bar e locali pubblici. L’attività ha permesso di accertare che gli arrestati ogni mese si occupavano di riscuotere la tangente imposta agli imprenditori delle macchinette. Inoltre, imponevano ai gestori l’acquisto di giochi on line illegali come il poker online e piattaforme internet straniere.
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E’ da tempo, dopo i controlli incessanti della Polizia di Stato volti al contrasto dello spaccio di droga nel quartiere Scampia, che l’illecito mercato si è spostato nel vicino e confinante Comune di Melito di Napoli. Gli agenti del Commissariato di Polizia “Scampia”, infatti, nella tarda serata di ieri, ad epilogo di una intensa attività investigativa, hanno arrestato 3 giovani spacciatori: Giovanni Coppola, 19enne di Arzano (NA), Giovanni Ciullo, 20enne del quartiere Scampia e Salvatore Buonocore Spada, 22enne di Melito di Napoli. I tre, responsabili in concorso tra loro del reato di spaccio e detenzione ai fini di spaccio, si erano ben divisi i compiti presidiando le scale A-B-C del parco condominiale Padre Pio, ubicato in Via Giulio Cesare in Melito. Nel corso del servizio di appostamento i poliziotti hanno avuto modo di osservare il modus operandi dei tre. Ciullo e Buonocore Spada, indirizzavano gli acquirenti da Coppola che, nascosto dietro un cancello, attraverso una feritoia, effettuava il consueto scambio droga-soldi. Gli agenti, precludendo ogni possibilità di fuga ai tre, nonostante avessero lanciato l’allarme della presenza della Polizia, li hanno bloccati ed arrestati. Nel borsello indossato da Coppola, sono state rinvenute e sequestrate 90 dosi di droga, suddivise in cocaina, hashish e marijuana, oltre alla somma di €.250,00, suddivisa in banconote di vario taglio. Gli spacciatori, così come disposto dall’A.G., sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.
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Nessun miglioramento per Carla Ilenia Caiazzo, la mamma di Pozzuoli a cui il compagno ha dato fuoco lunedì mattina al termine di una lite. La donna è ricoverata in terapia intensiva, ed è intubata, nel centro Grandi Ustioni dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Oggi è attesa davanti al gip del tribunale di Cassino l’udienza di convalida del fermo di Paolo Pietropaolo, arrestato nei pressi di Formia. Proprio le ultime fasi della sua fuga sono state riprese in video da un cittadino la cui attenzione è stata attirata dalla guida incerta del fuggitivo, diffuso oggi dai carabinieri.
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I carabinieri hanno sequestrato conti-correnti per un valore di diverse centinaia di migliaia di euro a quattro imprenditori casertani indagati per una maxitruffa da oltre un milione di euro all’Inps, realizzata attraverso assunzioni fittizie di lavoratori che poi venivano licenziati e ricevevano un’indennità di disoccupazione che finiva nelle tasche dei quattro indagati. Il sequestro è stato ordinato dal Gip del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della locale procura; le indagini dei carabinieri di Casal di Principe hanno accertato che i quattro imprenditori, residenti tra Casal di Principe e Villa Literno e attivi nell’edilizia tra la Campania e il Lazio, avrebbero creato tra il settembre 2013 e il gennaio 2015 società fittizie con le quali avrebbero assunto almeno 300 persone. I falsi lavoratori sono stati licenziati ricevendo dall’Inps le indennità Aspi o la Miniaspi; le somme venivano accreditate su carte prepagate intestate ai dipendenti di cui i quattro imprenditori avevano il pin.
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