Marano. Una bimba di tre anni e mezzo e morta questa mattina poco dopo il ricovero all’ospedale ‘San Giuliano’ di Giugliano (Napoli). La piccola, secondo quanto si apprende, era stata portata in ospedale dai genitori, che vivono a Marano di Napoli, perché aveva la febbre alta. I medici hanno fatto di tutto per salvarle la vita ma non c’è stato nulla da fare. Del decesso della bimba sono stati informati i carabinieri della locale Compagnia e l’autorità giudiziaria ha disposto che venga eseguito l’esame medico legale.
La bimba, secondo quanto accertato dal perito, è morta per cause naturali dunque il magistrato ha disposto il dissequestro della salma e il via libera per i funerali.
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Vasta operazione antidroga ad opera dei carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore (Salerno) nei comuni di Cava de’ Tirreni, Nocera Superiore, Roccapiemonte, centri in provincia di Salerno e Pompei (Napoli). Un centinaio di militari, con l’ausilio di unità cinofile, stanno eseguendo un’ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 13 indagati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, oltre a decine di perquisizioni domiciliari.
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Sangue in serata nel quartiere Ponticelli, a Napoli. Un uomo di 53 anni Mario Volpicelli è stato ucciso con alcuni colpi di pistola alla testa. Il delitto è avvenuto intorno alle 21, nella zona di via Curzio Malaparte. Tre i colpi sparati dai sicari (probabilmente due, giunti a bordo di una motocicletta) hanno raggiunto al volto l’uomo ucciso secondo modalità che lasciano supporre un agguato di tipo camorristico. Secondo le prime notizie, Volpicelli risulta imparentato con uno dei clan attivo nella zona, quello dei Sarno.
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Ancora altissimo il carico dei processi pendenti al tribunale penale del Distretto giudiziario napoletano che comprende i tribunali di Napoli, Napoli Nord, Santa Maria Capua Vetere, Benevento, Avellino, Nola e Torre Annunziata. “Sono oltre 44mila quelli che restano da definire, mentre sono andati a sentenza 14mila procedimenti per una sopravvenienza di 11mila fascicoli – dice il presidente della Corte d’appello Giuseppe De Carolis nel corso della cerimonia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario al salone dei Busti di Castelcapuano – ma Napoli la prima citta’ nel Distretto per smaltimento di pratiche, con un decremento del peso del 7%”. Per i processi civili, Napoli si attesta al secondo posto con 17mila processi definiti ma con una pendenza di 57mila pratiche. “Sono invece aumentati i procedimenti iscritti presso le Dda delle Procure – spiega De Carolis – sono inoltre aumentate le iscrizioni degli omicidi volontari sia consumati, 424, che tentati, 598, molti dei quali di matrice camorristica, e dei reati di violazione della disciplina delle sostanze stupefacenti, con quasi 4mila reati contesati”. Ma e’ la lentezza dei processi che allarma di piu’ i cittadini. “Le scarcerazioni di imputati anche per reati gravi per decorrenza dei termini o per prescrizione vanifica il lavoro dei magistrati e finisce per diventare una sorta di amnistia strisciante”, l’allarme lanciato dal presidente. Nel corso dell’anno sono stati tratti in arresto 55 latitanti, tra i quali il superboss Pasquale Scotti in fuga dal 1984. “Quanto alle misure patrimoniali – ha spiegato il procuratore generale Luigi Riello – sono stati sequestrati beni per oltre un miliardo di euro. Complesse indagini invece sono in corso su gravi collusioni politico-camorristiche, soprattutto in provincia di Caserta, che pongono in rilievo che non pochi clan conservano una forte struttura e vocazione imprenditoriale”. Sul picco di reati di corruzione (+158%) e concussione il procuratore generale chiede che la societa’ civile possa svegliarsi, perche’ “non bastano vetrine di buone intenzioni o fiaccolate, ma che scendano in campo”.
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La voglia di abbracciare il figlio appena nato ha messo fine ai quasi due anni di latitanza di Nicola De Martino. Sono scattate le manette per il ventitrenne rampollo del clan Giuliano, nipote di Guglielmo Giuliano. I carabinieri della sezione ‘catturandi’ del nucleo investigativo di Napoli hanno stanato e arrestato l’uomo mentre si trovava in un appartamento al quarto piano di un parco a Saviano, comune dell’entroterra napoletano dove il giovane boss aveva voluto incontrare la moglie e il figlioletto. Latitante dal maggio del 2014, sul suo capo pendeva un ordine di esecuzione di pena residua di due anni di reclusione per gravi reati commessi da minorenne, oltre a un mandato di cattura internazionale per associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico internazionale di stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi da fuoco e lesioni. E’ attualmente ritenuto dai carabinieri elemento di primo piano dei gruppi camorristici di giovanissimi che si contendono il controllo delle attività criminali nel centro storico di Napoli.
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