Si era specializzato in colpi alle biglietterie automatiche di Trenitalia, manomettendole e intascando i soldi dei passeggeri. Un’abilità che, dal novembre scorso, gli ha consentito di mettere a segno ben 5 colpi in vari comuni del Napoletano: Frattamaggiore, Sant’Antimo, Sant’arpino e Casoria. L’autore dei furti è un 40enne di Castellammare di stabia, già noto alle Forze dell’Ordine, fermato e denunciato oggi dai carabinieri di Casoria. Dopo aver scassinato le biglietterie automatiche in due occasioni, l’uomo ha escogitato un sistema tale che gli consentisse di deviare il flusso di monete che la macchina eroga come resto così da intascare più facilmente il denaro in spiccioli privandone chi faceva regolarmente il biglietto. Molti passeggeri hanno segnalato il problema allo sportello di Trenitalia che ha inviato tecnici per la manutenzione. Di qui la scoperta del trucco: un bastone di legno, inserito all’interno dell’apparecchiatura e invisibile all’esterno, che deviava il flusso di monete. L’azienda ha sporto denuncia presso la stazione carabinieri di Frattamaggiore che hanno avviato le indagini e ricostruito la dinamica dei furti. Identificato, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà per danneggiamento.
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Manometteva le macchine self service per intascare danaro a spese dei viaggiatori, ma è stato individuato e denunciato. A scoprirlo gli agenti del comando dei carabinieri di Casoria che, su segnalazione del personale ferroviario di protezione aziendale, sono risaliti al colpevole. Il sistema adottato per entrare in possesso del resto erogato dalle emettitrici automatiche di biglietti era di ostruire l’apposita fessura per recuperare, quando il viaggiatore si allontanava pensando a un guasto della macchina, il danaro che la self service aveva invece emesso regolarmente. L’uomo, che ha portato a segno i suoi colpi a dicembre nelle stazioni di Aversa, Sant’Antimo, Frattamaggiore e Casoria, oltre ad aver di fatto frodato e derubato i viaggiatori, come sottolinea una nota, ha causato danni materiali e d’immagine a Trenitalia. L’uomo, denunciato all’autorità giudiziaria, è ora in attesa di giudizio.
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“Boss”, “Prada” e “Dolce & Gabbana”: sono solo alcuni dei marchi contraffatti, rinvenuti dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Aversa nell’ambito di un’operazione volta a smascherare il commercio illecito di prodotti falsi. Le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro oltre 80 mila confezioni da 50 ml di profumi contraffatti, riportanti i marchi delle note “griffe”, privi della prescritta autorizzazione del loro utilizzo, il cui valore commerciale ammonta a circa un milione di euro. L’attività di servizio è scaturita da un controllo finalizzato al riscontro della regolarita’ della merce posta in vendita da una societa’ ubicata nella zona industriale di Carinaro, in provincia di Caserta, avente per oggetto dell’attivita’ il commercio all’ingrosso di saponi e detersivi. Nel corso delle ispezioni dei locali dell’impresa, i Finanzieri hanno constatato la presenza di un ingente quantitativo di colli, muniti di cartellino descrittivo, contenenti profumi riportanti, sotto l’indicazione delle note marche, la dicitura “marchio e/o nome altrui usato in funzione descrittiva per l’individuazione della fragranza” ovvero “pubblicita’ comparativa”.Benche’ sia chiaro che non sono originali, recenti sentenze della Cassazione equiparano questi prodotti a quelli “taroccati”. Cio’ al fine di evitare di generare confusione sui mercati in ordine all’utilizzo dei marchi, alle denominazioni commerciali ed all’effettiva origine dei prodotti. In merito alla vicenda e’ stata informata la Procura della Repubblica di Napoli Nord, poiche’ sono state ravvisate, a carico del rappresentante legale dell’attivita’ commerciale dove i prodotti contraffatti sono stati rinvenuti, le ipotesi di reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi evendita di prodotti industriali con segni mendaci. La contraffazione ed il commercio di prodotti insicuri danneggiano il mercato, sottraggono opportunita’ e lavoro alle imprese che rispettano le regole, mettendo, tra l’altro, in pericolo la salute dei consumatori.Nel 2015 sono stati effettuati 144 interventi, nel corso dei quali sono stati denunciati 97 responsabili e sottoposti a sequestro circa un milione di prodotti contraffatti. I numerosi risultati di servizio conseguiti nello specifico settore testimoniano quanto sia sempre alta l’attenzione del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta nel programmare mirati interventi per la repressione delle violazioni delle leggi, non solo finanziarie, a tutela dei consumatori e degli onesti commercianti.
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Gli agenti della Polizia di Frontiera dell’Aeroporto di Capodichino di Napoli, nell’ambito di verifiche tese a contrastare l’immigrazione irregolare, hanno arrestato nei giorni scorsi nell’aeroporto partenopeo, una italiana, Rosaria Veneruso, 50 anni, di Torre del Greco, con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e possesso di documenti falsi validi per l’espatrio, in concorso con il cittadino albanese Esuel Katolina, di 19 anni. La donna ha tentato di imbarcarsi sul volo Napoli-Londra, fingendosi madre del ragazzo per il quale ha mostrato agli agenti una carta d’identità contraffatta, risultata effettivamente rilasciata al figlio minorenne. I due arresti, frutto delle attività di prevenzione e repressione dei fenomeni migratori irregolari, anche verso Paesi europei, intensificati dopo i redenti attentati terroristici, si aggiungono ad altri due provvedimenti restrittivi presi, nei giorni successivi, nei confronti dei cittadini albanesi Fatjion Toshi, 40 anni, e Adelo Lici, 22 anni, entrambi bloccati mentre erano in partenza per Londra e risultati in possesso di documenti falsi validi per l’espatrio. Per Rosaria Veneruso è stato disposto l’obbligo di firma bisettimanale nel commissariato di Torre del Greco mentre il giovane di 19 anni è stato condannato a 10 mesi di reclusione (pena sospesa). I due albanesi sono in attesa di essere giudicati.
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Nel quadro dell’intensificazione dei servizi di prevenzione generale e controllo economico del territorio con particolare attenzione al fenomeno dell’abbandono incontrollato e dello smaltimento dei rifiuti mediante accensione di roghi, finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Napoli hanno scoperto e contestualmente sequestrato, nel comune di Boscoreale (Na), una vasta area, circa 1.000 metri quadrati, utilizzata per la discarica e la gestione abusiva di rifiuti speciali non pericolosi. In particolare, i finanzieri del gruppo di Torre Annunziata hanno individuato un sito di stoccaggio abusivo ove erano presenti circa 50 tonnellate di rifiuti speciali tra cui vecchi elettrodomestici, pneumatici, rifiuti sartoriali, detriti provenienti dalla demolizione di edifici, tappeti di asfalto nonche’ un escavatore e una pala meccanica. La presenza dei due mezzi meccanici per il movimento terra lascerebbe pensare che il responsabile stesse cercando di occultare i rifiuti sotterrandoli, operazione scongiurata dall’immediato intervento dei militari delle fiamme gialle oplontine. Al termine del servizio, il responsabile dell’illecita attivita’, un cittadino di scafati di 54 anni, e’ stato denunciato alla procura della repubblica presso il tribunale di torre annunziata, per la gestione di rifiuti non autorizzata, mentre l’intera area adibita a discarica abusiva e’ stata sottoposta a sequestro. Il servizio odierno rientra nell’ambito dell’attivita’ info- investigativa svolta dalle fiamme gialle sul territorio a seguito dell’emergenza dei roghi dei rifiuti tossici in campania e del gravissimo impatto ambientale che questi hanno sull’intera collettivita’.
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