Redazione Campania Crime News
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Piazza Bellini aggrediti spacciatori
Scontro tra spacciatori la notte scorsa nel cuore della movida napoletana . Al centro di Piazza Bellini intorno all’una e mezza due pusher sono stati violentemente aggrediti da un commando di uomini legati ai clan Giuliano-Sibillo. La coppia di spacciatori sarebbero stati picchiati per aver deciso di pagare il ‘pizzo’ sul traffico di stupefacenti al clan Sequino del Rione Sanità. Una scelta che non è piaciuta agli uomini del clan che controlla il quartiere di Forcella.
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Brucia pneumatici scatta la denuncia
Brutta domenica mattina per un sessantacinquenne di Giugliano sorpreso dalle forze dell’ordine a bruciare pneumatici. Sorpreso dagli agenti guidati dal primo dirigente Pasquale Trocino l’uomo è stato denunciato in stato di libertà. I poliziotti hanno anche ritrovato altre vecchie gomme che sarebbero state date, molto probabilmente, alle fiamme. Non è la prima volta che il territorio che insiste nel comune di Giugliano è chiamato a fare i conti con vicende simili. Attenzione agli sversamenti e lotta senza quartiere a tali tipi di fenomeni è la battaglia che sta portando avanti dal giorno del suo insediamento il primo cittadino Antonio Poziello. Nei giorni scorsi diverse le contravvenzioni elevate . Controlli e impiego di telecamere esca così come annunciato sui social dal sindaco della città “ Le telecamere-esca distribuite sul territorio cominciano a dare i primi risultati . Il comando di polizia municipale si prepara a far partire una nuova ondata di verbali a carico dei furbetti del sacchetto selvaggio, le multe saranno salatissime”.
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Cosentino: “Presunto agente dei servizi segreti chiese soldi per evitare il carcere”
Nel febbraio 2013 Nicola Cosentino, quando era ancora parlamentare e già destinatario di due ordinanze in carcere, incontrò un presunto agente dei servizi segreti che gli prospettò la possibilità, dietro il pagamento di una somma di danaro, di costituirsi in una struttura sanitaria invece che in un penitenziario. L’ex sottosegretario però non accettò e un mese dopo, quando decadde dalla carica, si costituì nel carcere napoletano di Secondigliano. L’episodio è emerso oggi al tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) nel corso dell’esame di Cosentino al processo per concorso esterno in camorra (cosiddetto “Eco4”). E’ stato il pm della Dda di Napoli Fabrizio Vanorio a introdurre in aula il tema, non connesso con il procedimento in corso, ma con un altro processo curato dallo stesso sostituto procuratore, quello sull’azienda di carburanti della famiglia Cosentino. “Fu Giovanni Cristiano, che venni a sapere lavorava come radiologo all’ospedale di Caserta – racconta Cosentino – a presentarmi questo sedicente agente dei servizi (mai identificato, ndr) che mi rifilò anche i verbali del pentito Tommaso Prestieri, in cui si parlava di me, Berlusconi, Luigi Cesaro e Sergio De Gregorio. Ma io capii subito che era un pacco”. Quei verbali furono poi ritrovati dai carabinieri di Caserta nel corso di una perquisizione a casa di Cosentino dell’aprile 2014. In quella circostanza furono trovate anche le famose chiavi consegnate all’ex politico dal prefetto Ezio Monaco; oggi Vanorio ha però precisato che “quelle chiavi, così come dimostrato da un sopralluogo dei carabinieri, non servivano ad accedere dall’esterno nel Parco Reale della Reggia di Caserta, ma aprivano un cancello interno del parco da cui si poteva accedere ai locali della prefettura di Caserta e di qui agli uffici”. Polemici i difensori dell’ex sottosegretario. Agostino De Caro minaccia di andarsene, c’è tensione con il pm Vanorio, il presidente del collegio Giampaolo Guglielmo sospende l’udienza e convoca per alcuni minuti le parti nel suo ufficio. “Si tratta di circostanze del tutto irrilevanti, in particolare per tale procedimento – dice l’avvocato Stefano Montone – in questo processo entra di tutto, non finirà mai”.
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Processo allo stalker, Quagliarella rivela: “Accusato di camorra e pedofilia, fui ceduto dal Napoli”
La vicenda della cessione di Fabio Quagliarella dal Napoli alla Juventus al centro di accuse di camorra, sesso e pedofilia contenute in lettere anonime. E’ la chiave di lettura che oggi l’attaccante del Torino ha fornito nel corso di un interrogatorio nel tribunale di Torre Annunziata (Napoli) nell’ambito del processo a Raffaele Piccolo, l’agente di polizia postale accusato di essere lo stalker di vip e personaggi in vista della provincia di Napoli, in tutta una decina, tra i quali figura anche lo chansonnier di Capri, Guido Lembo. “Sono convinto – ha detto il calciatore – che la mia cessione alla Juventus sia dovuta a quelle accuse assurde di essere camorrista e pedofilo contenute in una serie di lettere anonime giunte in qualche modo anche al presidente Aurelio De Laurentiis”. Quagliarella, assistito dall’avvocato Gennaro Bartolino, ha deposto (insieme al padre e a un commerciante) in qualità di parte lesa. Davanti al giudice Ernesto Anastasio ha ripercorso quei momenti: oltre alle lettere ha parlato di messaggi sul suo telefonino e su quelli del padre e dell’allora fidanzata. L’interrogatorio è durato poco più di un’ora e mezza. Il giocatore ha detto di essere stato sotto “pressione” per quattro anni: “Ho conosciuto Piccolo – ha raccontato – nel 2006. Si diceva capace di risolvermi i problemi al telefonino e al mio contatto di Messanger, la cui password era finita in mani sbagliate. In cambio mi chiedeva autografi, foto e magliette. Richieste diventate sempre più pressanti: gli avrò dato almeno venti magliette. Quindi sono iniziate le lettere nelle quali venivo accusato di essere camorrista, di partecipare a orge e di essere pedofilo. Minacce giunte anche a mio padre e alla mia fidanzata dell’epoca”. In un caso, Quagliarella ha raccontato che a casa del padre è giunta anche “una fotocopia con una bara e la mia foto sopra”. Sulla cessione alla Juve ha aggiunto: “All’inizio della mia avventura al Napoli il presidente De Laurentiis mi chiamava ogni giorno, poi improvvisamente non solo ha smesso di contattarmi ma è arrivato a chiedere che mi trasferissi al centro sportivo di Castel Volturno (dove si allenano i giocatori azzurri). Una richiesta strana, visto anche che due miei compagni, Iezzo e Vitale, vivevano nella mia città natale, Castellammare di Stabia. Quindi il trasferimento alla Juve, cosa di cui non si era mai parlato prima”.
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Appalti pilotati alla Ego Eco: tre arresti, indagati anche Cesaro e il senatore De Siano di FI
Sono in tutto 9 i destinatari di misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sugli appalti per l’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento di rifiuti nei comuni di Lacco Ameno e Forio d’Ischia, sull’isola d’Ischia, e di Monte di Procida, in provincia di Napoli. Tra questi spiccano Domenico De Siano, già consigliere regionale e provinciale, senatore di Forza Italia e coordinatore regionale del partito in Campania, per il quale il gip ha disposto la sospensione dell’esecuzione degli arresti domiciliari trasmettendo la richiesta di autorizzazione all’arresto alla Presidenza del Senato, e Francesco Iannuzzi, già sindaco di Monte di Procida, per il quale è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Ai domiciliari anche Oscar Rumolo, responsabile finanziario del Comune di Lacco Ameno, e Vittorio Ciummo, imprenditore titolare della società Ego Eco srl. Obbligo di presentazione anche per Salvatore Antifono, già consigliere comunale di Torre del Greco, Vincenzo Rando, responsabile Ragioneria del Comune di Foria, Giulia di Matteo, segretario generale del Comune di Monte di Procida ed ex segretario generale del Comune di Lacco Ameno, il legale rappresentante della società Cite Carmine Gallo e un dipendente della stessa società, Carlo Savoia.
Nell’inchiesta sulla presunta collusione di interessi tra imprenditori e politici che ha portato il gip di Napoli Claudia Picciotti ad inviare una richiesta di arresto per il senatore Domenico De Siano (Forza Italia) emerge un aspetto riguardante la possibilita’ di assumere, a tempo determinato o indeterminato, lavoratori nelle imprese degli imprenditori ‘amici’, che vincono o ottengono appalti illecitamente, segnalati dai politici. Ed e’ proprio su una vicenda specifica, che riguarda un dipendente della Ego Eco di Vittorio Ciummo, uno dei destinatari del provvedimento del gip, che affiora, scrive il giudice, “l’interesse di Luigi Cesaro (all’epoca dei fatti presidente della Provincia) per l’assunzione” di questi, “confermando inoltre l’esistenza di un vincolo moto forte tra lo stesso Cesaro, De Siano e Rummolo”. Il gip Picciotti su questo punto rimanda anche “alla ricostruzione degli avvenimenti occorsi in occasione delle elezioni del congresso provinciale del Pdl nel marzo 2012”, quando emerge “l’indefessa opera di procacciamento di tesserati – anche falsi o oggetto di compravendita – al fine di far apparire la corrente del Cesaro la piu’ votata all’interno del partito Pdl, con la conseguente assunzione di posizione predominante nella predisposizione delle liste elettorali, basate sul sistema delle liste bloccate”. Cesaro, tra l’altro, viene intercettato casualmente mentre vengono ascoltate conversazioni di altri indagati. “Ho appreso da poche ore dell’esistenza di un’indagine che mi riguarderebbe: non conosco gli esatti termini della questione non essendo stato destinatario di alcuna misura. Sono, in ogni caso, assolutamente sereno, certo di aver sempre agito nella massima correttezza politica e istituzionale. Resto sempre fiducioso nell’operato della magistratura, nella convinzione che presto si chiarirà tutto”: ha affermato Luigi Cesaro, parlamentare di Forza Italia.
Domenico De Siano, senatore di Forza Italia destinatario della misura cautelare agli arresti domiciliari disposta dal gip di Napoli che ha trasmesso gli atti al Senato, rinuncia all’immunità parlamentare. Lo annuncia in una nota nella quale spiega di non aver ancora ricevuto gli atti e di non conoscere “nello specifico gli addebiti”. “So però – aggiunge – che ho sempre ispirato il mio comportamento politico e istituzionale alla massima correttezza e per questo sono sereno e confido, come sempre, nel doveroso lavoro della magistratura, inquirente e giudicante, verso cui nutro piena e assoluta fiducia”.De Siano rimette “immediatamente nelle mani del presidente Berlusconi l’incarico di coordinatore regionale del partito” perché “non voglio in alcun modo che la mia vicenda possa essere oggetto di strumentalizzazione politica e danneggiare Forza Italia. Rinuncio a qualsiasi prerogativa parlamentare per poter essere giudicato, spero nei tempi più rapidi possibili, da cittadino comune”, conclude.
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