Tag: cronaca nera

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Omicidio di Luca Esposito: bruciato vivo, la dinamica dell’ultima ora su WhatsApp alle 22:47

Eboli: l’omicidio di Luca Esposito solleva interrogativi inquietanti La comunità...

Carcere, 101 tra agenti e funzionari sotto accusa: richiesti 766 anni di pena per violenze

Violenze in carcere a Santa Maria Capua Vetere: chieste...

Furto al caseificio sociale di Casapesenna, indagini su un patrimonio confiscato alla camorra

Furto al Caseificio Sociale di Casapesenna: colpito un simbolo...

Roggero, la pena non differibile: il gioielliere rimane in carcere

Condanna definitiva per il gioielliere di Grinzane Cavour: rimane...

Bimbi in schiavitù costretti a chiedere l’elemosina in tutto l’Agro: tre rom alla sbarra

CronachedellaCampania.it Tratta di persone e riduzione in schiavitù: processo i tre rumeni che portavo connazionali in Italia tenendoli come schiavi e sfruttarli come mendicanti. Il pm Rocco Alfano ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per Zoltan Kozak, 48 anni, Mihaly Matyas, detto Miu, di 22 anni e Cornel Comaniciu, 56 anni, difesi dagli avvocati Giovanni Conte e Antonio De Donato. I tre con base in un campo nomadi a Nocera dovranno comparire a settembre prossimo dinanzi ai giudici del tribunale di Nocera Inferiore come stabilito dal gip Pietro Indinnimeo. Furono arrestati dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera per aver fatto arrivare clandestinamente in Italia 32 persone, di cui due minori (alcuni dei quali affetti da menomazioni e disabilità fisiche e alloggiati nel campo nomadi) costretti a mendicare nei pressi di supermercati, chiese e incroci semaforici dell’Agro e della provincia e a consegnare il denaro ottenuto ai membri dell’organizzazione subendo violenze..

San Giovanni a Teduccio: gli spari dovevano colpire la casa del boss Ciro Rinaldi ma il commando ha sbagliato bersaglio

CronachedellaCampania.it E’ stata una vera e propria dichiarazione di guerra la sparatoria dell’altra notte in via Sorrento a San Giovanni a Teduccio. Gli autori del raid infatti hanno commesso un clamoroso errore ma il segnale è arrivato lo stesso. Gli spari hanno colpito per sbaglio l’abitazione di una donna incensurata ma il vero obiettivo erano il balcone e le finestre della casa del boss Ciro Rinaldi detto “May way” che abita nell’appartamento sopra a quello colpito dal commando. Per gli investigatori si tratterebbe della risposta degli uomini del Mazzarella-D’Amico alla sparatoria della mercoledì notte contro i balconi di due abitazioni contigue sul corso San Giovanni a Teduccio in cui abitano Giuseppe Di Carluccio e Pasquale Troise, due pusher legati al boss Salvatore D’Amico ‘o pirata. E quel raid sarebbe opera dei Reale-Rinaldi-Formicola.La sparatoria è avvenuta quindici minuti dopo la mezzanotte. sarebbero arrivati in due in sella ad uno scooter e hanno fuoco all’impazzata ..

Castellammare: alla vigilia del voto tremano gli “omissis” del pentito Cavaliere

CronachedellaCampania.it Castellammare trema, trema la politica, tremano i commercianti, tremano gli imprenditori,tremano i professionisti colletti bianchi, tremano quelli insospettabili che hanno fatto da “money laundry” ovvero da lavanderia dei soldi sporchi del clan. Tutti sapevano che le dichiarazioni di Renato Cavaliere sarebbero state esplosive. Il killer pentito che fece fuoco contro il consigliere del pd, Gino Tommasino, è depositario di molti segreti del clan. O meglio “dei segreti” della cosca di Scanzano perché ha vissuto per oltre un decennio a stretto contatto a Partoria con la famiglia D’Alessandro. Lui che era originario di Gragnano, si è trasferito nella roccaforte del clan e si è spostato con una parente. E’ diventato l’ombra di Vincenzo D’Alessandro, che nel frattempo era diventato il reggente del clan, dopo gli arresti dei suoi fratelli e degli altri vertici negli anni passati. E in questa veste ha ricevuto la fiducia della famiglia, lui e la moglie e sono diventati..

Svolta nell’omicidio Zito: fu ucciso da un 16enne per gelosia. E’ parente del boss Giannelli

CronachedellaCampania.it Non fu un omicidio di camorra come aveva sempre sostenuto la famiglia della vittima. E oggi la polizia ha arrestato l’assassino di Pasquale Zito il giovane di 22 anni ucciso il 4 febbraio scorso in via Maiuri a Bagnoli. Si tratta del 16enne D.I che uccise il ragazzo per gelosia. Geloso di un ragazzo più grande che corteggiava la sua fidanzatina. Questo il risultato delle indagini sull’omicidio di punire Pasquale Zito, 22 anni, ferito mortalmente il 4 febbraio scorso a Napoli mentre era a bordo della sua auto Audi A1. Era ‘colpevole’ di aver tentato avance con la fidanzatina di D.I., 16 anni, adesso arrestato dalla polizia su mandato del gip del tribunale dei minori di Napoli che gli contesta i reati di omicidio, detenzione e porto in luogo pubblico di armi da sparo. Contro Zito, D.I. ha sparato almeno dieci colpi con pistola automatica calibro 9×21.Il minorenne arrestato oggi dalla Squadra Mobile di Napoli (coordinata dal primo dirigente Fausto Lamparelli) è f..

Castellammare, omicidio Tommasino, il pentito Cavaliere racconta: “Il boss Vincenzo D’Alessandro ci disse che avevamo fatto un casino”

CronachedellaCampania.it Renato Cavaliere, il killer pentito del clan D’Alessandro di Castellammare, colui che materialmente uccise il consigliere comunale del Pd stabiese, Gino Tommasino, il pomeriggio del 3 febbraio 2009, ha raccontato agli inquirenti cosa accadde quel giorno e soprattutto che il boss Vincenzo D’Alessandro, il reggente della cosca , disse loro:”…Avete fatto un bel casino con l’omicidio Tommasino”. Ma in un primo interrogatorio datato primo aprile 2015 aveva detto: “…gli ho detto che era stato suo cugino Salvatore Belviso a decidere l’omicidio e lui ha obiettato che certamente non doveva fare tutto quello che decideva il cugino…voleva uccidere me e Raffaele Polito”. Poi Renato Cavaliere ci ha ripensato e ha spiegato nei successivi interrogatori: “…Sono stato io ad andare a Rimini per giustificare l’omicidio di Luigi Tommasino con Enzo D’Alessandro. Lui mi ha chiesto se ero stato io e , dopo aver aver avuto la conferma, ha detto che avevamo fatto un bel casino riferen..

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