Cava de Tirreni, indagato ispettore del lavoro: aveva foto pedopornografiche sul computer dell’ufficio

Decine di foto, immagini di sesso e minorenni: una scoperta fatta per caso nel corso delle attività di indagine sulle truffe Inps. Una scoperta, a carico di uno degli indagati nell’indagine “Mastrolindo” ha fatto scattare accuse gravissime per M.V., 61enne cavese, ispettore dell’ispettorato del lavoro. Il caso del ritrovamento è ora al vaglio della procura distrettuale di Salerno, dove per competenza è stato inviato dal pm Roberto Lenza della Procura di Salerno. L’uomo, sottoposto ad indagini nell’ambito del procedimento per le aziende fantasma e le truffe ai danni dell’Inps con falsi lavoratori, fu destinatario due anni fa di un decreto di sequestro. Quando i carabinieri della sezione di Pg del Tribunale, insieme agli ispettori dell’ispettorato, arrivarono presso la sua abitazione sequestrarono – su delega del pm – tutti i supporti informatici in suo possesso che furono poi analizzati da un perito della Procura. Ed è stata proprio l’analisi dei file scaricati sul pc del cavese a permettere agli inquirenti di scoprire le foto “compromettenti”. File a sfondo pedopornografico, probabilmente scaricati da siti vietati o da internet, hanno spinto il pm a formulare nuove accuse nei confronti del 61enne cavese. Le prove raccolte e i file scoperti, sono stati inviati – insieme al fascicolo – per ompetenza alla Procura di Salerno che – secondo quanto prevede la legge – è competente per i reati in materia di pedopornografia e prostituzione minorile. Il fascicolo sarà assegnato ad un pm salernitano che dovrà valutare le prove a carico dell’ispettore, formalmente indagato dalla Procura di Nocera Inferiore. Il fascicolo rappresenta uno stralcio del maxi processo per le truffe Inps. Fin dall’inizio gli inquirenti si erano insospettiti per quelle foto scoperte nella memoria del pc ed hanno voluto vederci chiaro. L’analisi tecnica dei file e il contenuto delle immagini ha fatto ipotizzare il coinvolgimento dell’uomo in un giro di immagini di minori vietate. Vi è da stabilire come l’indagato sia venuto in possesso delle foto se abbia frequentato o navigato su siti vietati e quale utilizzo, o scambio abbia fatto delle foto. Ad approfondire questi aspetti, sarà la Procura salernitana che alla conclusione delle indagini formalizzerà eventualmente le accuse nei confronti del 61enne cavese. L’uomo, comunque, è rimasto già pesantemente coinvolto nell’indagine su migliaia di truffe ai danni dell’Inps con la creazione di imprese fantasma e falsi lavoratori che beneficiavano di indennità di disoccupazione e maternità dall’istituto di previdenza sociale nazionale.(r.f.)

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