Cercola: uccisero il vicino, condanna cancellata per i due Pomatico, padre e figlio

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Cercola. Uccisero il vicino di casa: la Cassazione cancella la condanna a 30 anni per Vincenzo e Gennaro Pomatico, padre e figlio. Bisognerà ritornare in Corte d’Assise d’Appello per la rideterminazione della pena e il calcolo delle aggravanti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei legali, Antonio Abet e Giuseppe Perfetto, annullando parzialmente la sentenza di secondo grado. I due erano stati condannati in primo e secondo grado a 30 anni di reclusione, Vincenzo Pomatico – nel frattempo – ha ottenuto gli arresti domiciliari per motivi di salute. Sono accusati di aver ucciso Giuseppe Sannino, 21enne di Cercola, punito per aver difeso un amico nel corso di una rissa. Sannino fu ammazzato con un colpo di pistola al cuore. I due Pomatico furono poi fermati dai carabinieri di Cercola, fu indagato anche un giovane minorenne per aver accoltellato e tentato di uccidere Mario Noto, colpito alla schiena da numerose coltellate nel corso della rissa avvenuta il 22 giugno del 2012 in via Matilde Serao a Cercola. Il minorenne era amico di Sannino, come pure di Mario Noto. La lite, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avvenne per colpa di una ragazza. L’aggressione a noto da parte del minorenne fu notata da Sannino che intervenne. Il ragazzo ferito fu ricoverato in ospedale e Giuseppe Sannino lo andò a trovare, poi forse per chiarire Sannino si recò dai Pomatico, con i quali scoppiò una lite, al culmine della quale Gennaro Pomatico, allora 20enne, prese la pistola e la puntò contro Sannino, a quel puntò il padre Vincenzo l’afferrò e sparò. Giuseppe Sannino fu colpito al cuore senza scampo. Poi, la vittima fu caricata in macchina e scaricato fuori al pronto soccorso dell’ospedale di via Argine. Due giorni dopo i due furono arrestati per omicidio volontario aggravato. Avevano tentato la fuga verso il ord ma i carabinieri li raggiunsero e li ammanettarono.