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Casoria: arrestato uno dei rapinatori che sparò al commerciante di Arpino a novembre. Tradito dalle impronte

Tradito dalle impronte, arrestato un giovane che aveva rapinato e ferito il titolare di un negozio nel napoletano. La sera del 24 novembre dello scorso anno i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Casoria e della stazione di Arpino di Casoria erano intervenuti d’urgenza in un negozio di elettronica in via Viviani. Sul posto i carabinieri avevano accertato che due malviventi, con volto travisato da passamontagna e sciarpa, uno armato di pistola, avevano consumato una rapina ai danni dell’esercizio. In particolare, uno dei malviventi, appena entrato nel locale, aveva sparato un colpo in aria per intimidire il titolare. Quest’ultimo gli aveva lanciato contro degli oggetti ma era stato ferito da due colpi d’arma da fuoco, uno dei quali l’aveva preso alla gamba destra. Dopo aver rubato il denaro dal cassetto di una scrivania, i due rapinatori si erano allontanati in sella ad uno scooter guidato da un terzo complice, anche quest’ultimo con il volto travisato da un casco integrale. La vittima era ricorsa a cure mediche presso l’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli per una ferita d’arma da fuoco al polpaccio destro, giudicata guaribile in 8 giorni. Sul posto erano stati fatti intervenire anche i carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche di Castello di Cisterna, che nel corso di sopralluogo avevano rinvenuto 2 bossoli 7,65 e trovato delle impronte digitali lasciate da uno dei rapinatori su una scrivania. La comparazione delle impronte lasciate dal rapinatore con quelle presenti nella banca dati hanno portato a dare un nome e un cognome al bandito. Questa mattina i carabinieri della stazione di Arpino di Casoria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli Nord e in Afragola, arrestando il giovane, un 24enne già noto alle forze dell’ordine.

Pomigliano: agli arresti domiciliari il sindacalista corrotto

E’ stato già scarcerato e posto agli arresti domicliari il sindacalusta corro della Uil Ttrasporti, di Pomigliano, Antonio Esposito. Stamane infatti il gip Roberto D’auria ha disposto gli arresti domicilari per l’uomo arrestato mercoledi dalla Guardia di Finanza dopo essere stato ripreso da una telecamera nascosta mentre intascava danaro dall’imprenditore che gestisce le strisce blu di Pomigliano. Durante l’udienza di convalida dell’arresto, tenuta nel carcere di Poggioreale, dove Esposito era rinchiuso da tre giorni, il giudice ha ascoltato le parti e ha quindi optato per l’invio ai domiciliari del sindacalista. Il video nel corso del quale si vede Esposito prendere i soldi è diventato virale nel web.

Napoli, svolta nel delitto del vigile Barometro: c’è una pista della sala Bingo

Ci sarebbe una clamorosa svolta nelle indagini sull’omicidio di Manlio Barometro il vigile urbano di Ponticelli ucciso il 9 marzo scorso. C’è una pista che porta ad una sala Bingo nelle provincia vesuviana in cui “Mariolino” il vigile, che era distaccato presso gli uffici del giudice di Pace a Napoli, avrebbe investito una quota e al cui titolare sarebbe stata chiesta la tangente. L’uomo si sarebbe rifiutato e quindi sarebbe scattata la “punizione” nei confronti del socio: Manlio Barometro appunto. Il nuovo filone investigativo tende quindi ad escludere che porta alla vendetta contro i “pentiti” del clan Sarno con i quali in passato comunque aveva avuto rapporti essendo nato nel quartiere e avendo fatto il vigile per anni nella zona. Omicidio quindi deciso dai clan vesuviani con il consenso dei clan della zona orientale visto che avvenne davanti ad un bar cremeria in via Fratelli Grimm. E’ un’ipotesi concreta anche se la pista della vendetta trasversale nei confronti dei Sarno, con i tanti fatti di sangue avvenuti nella zona, non è del tutto abbandonata. Un fatto è certo Mario Barometro aveva molteplici interessi: era una sorta di “broker” nella compravendita di auto e moto, ma anche di case e terreni. Il suo nome compare nell’inchiesta della Dda di Napoli contro un gruppo legato al clan Mallardo della zona di Giugliano per un’estorsione a un imprenditore di Villaricca che opera nel settore della vigilanza. Proprio pochi giorni prima che venisse ammazzato, Manlio Barometro aveva ricevuto la notifica dell’avviso di conclusione indagine della pm Maria Cristina Ribera della Dda di Napoli sulla vicenda in cui appariva il ruolo di taglieggiatore dello stesso Barometro.

Napoli: 18enne accoltellato da baby gang

Un giovane, Emanuele Panico, di 18 anni, incensurato, è stato ferito con una coltellata al braccio destro la notte scorsa a Napoli. Il giovane – ieri festeggiava il compleanno – ha raccontato alla polizia che mentre si trovava in Piazza Orticello a Loreto è stato avvicinato da un gruppo di ragazzini che gli hanno chiesto una sigaretta. Subito dopo lo hanno aggredito ferendolo al braccio. Il giovane è stato medicato nel vicino ospedale Loreto Mare ed è stato dimesso. Guarirà in dieci giorni. La polizia ha avviato indagini sull’episodio

Ercolano: uccise in Svizzera il proprietario della sua auto officina che lo aveva sfrattato. Ritrovata l’arma del delitto

Uccise a Chiasso in Svizzera il proprietario della sua auto officina che lo aveva sfrattato e ora a quattro mesi di distanza dal delitto ha fatto ritrovare l’arma utilizzata. Pasquale Ignorato originario di Ercolano è in carcere da inizio dicembre con il figlio Mirko e ora si è deciso a collaborare. Ha fatto infatti ritrovare agli investigatori elvetici la spranga utilizzata per compiere l’orrendo omicidio. Era stata gettata in un cespuglio non lontano dal luogo dove avvenne l’omicidio dell’imprenditore originario della provincia di Bergamo, Angelo Falconi. Il 73enne era andato a reclamare per l’ennesima volta i soldi degli affitti arretrati: ammontavano a circa 800mila franchi svizzeri. Nacque una violenta discussione tra i due e Pasquale Ignorato si armò con una spranga di ferro che aveva nella sua auto officina e massacrò di botte fino ad uccidere il malcapitato. Poi l’uomo scappò in compagnia del figlio e fu arrestato alcuni giorni dopo ad Ercolano sua città natale in casa di alcuni parenti.

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