Brusciano: il clan Rega-Piacente e le minacce all’ex sindaco

Il Clan Rega-Piacente a Brusciano ha messo a repentaglio la sicurezza della città sfidando apertamente il sindaco e costringendolo a rivolgersi al prefetto di Napoli e alla Commissione Parlamentare Antimafia per segnalare la situazione di ingovernabilità. Questa situazione è emersa in seguito all’ordinanza del gip di Napoli che ha disposto 41 misure cautelari, 35 delle quali in carcere e 6 divieti di dimora in Campania, notificate dai carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna.

La faida tra il clan Rega-Piacente e il clan Esposito-Palermo ha portato l’ex sindaco a segnalare al prefetto di Napoli le difficoltà che la città stava affrontando. Questo ha generato una serie di eventi, inclusa la sfida aperta del clan locale al sindaco in strada e sui social. La situazione ha portato al licenziamento di 14 consiglieri comunali su 16 e allo scioglimento del comune.

Il boss del clan Rega-Piacente, Bruno Piacente, è stato arrestato, ma è stata sua moglie, Tiziana De Donato, a prendere il controllo dell’organizzazione malavitosa, assumendo il ruolo di referente e organizzatrice della vendita della cocaina.

La “sfera di dominio sul territorio” del clan Rega-Piacente, secondo l’ordinanza del gip di Napoli, si estendeva oltre il traffico di droga, coinvolgendo anche altri settori. Le attività illecite erano condotte con rigide regole e turni per gli spacciatori, con esempi di controllo estremo, come la rimozione delle sedie per evitare che si “rilassassero” durante il lavoro.

L’ordinanza del gip rivela anche dettagli sul funzionamento della piazza di spaccio del clan, inclusi turni rigidi, regole severe e un sistema di segnalazione in caso di presenza delle forze dell’ordine. Inoltre, vengono documentate le condizioni di vita dei residenti nelle palazzine controllate dal clan, evidenziando gli effetti devastanti sulla formazione culturale e sulle coscienze dei bambini.

La scoperta di un tallone d’Achille nel sistema di spaccio, rappresentato dall’abitudine di ordinare caffè al bar durante i turni di lavoro, ha portato all’arresto di uno degli indagati mediante un ingegnoso stratagemma messo in atto dai carabinieri.

La ricostruzione dell’operatività del clan e le misure cautelari notificate mostrano la gravità della situazione a Brusciano e l’importanza delle azioni delle forze dell’ordine nel contrastare la criminalità organizzata.

Ultime News

TI POTREBBE INTERESSARE
NEWS

Evaso da Foggia arrestato Simone Sacchettino, il fratello di Danielino di Gomorra

Un evaso dagli arresti domiciliari è stato trovato a...

Scacco ai corrieri volanti: bloccato drone carico di droga e cellulari a Poggioreale

In Campania, i tentativi di violazione della sicurezza carceraria...

Rapina con pestaggio a Fuorigrotta: arrestato 32enne specializzato in scippi

A Napoli un uomo ha chiesto in prestito lo...

Omicidio Colalongo, l’esecuzione annunciata nelle chat: «Ottavio in mezzo» e la sfida ai Filippini

Il 17 dicembre 2025, Ottavio Colalongo viene ucciso in...