L’assassino del pescivendolo: l’arma del delitto era nella sua casa

Un sospettato è stato fermato in relazione all’omicidio del pescivendolo di Boscoreale, Antonio Morione, avvenuto due anni fa. Giuseppe Vangone è stato arrestato ieri sera dai carabinieri con l’accusa di essere il presunto assassino di Morione. Durante il fermo, sono state effettuate perquisizioni presso la sua abitazione a Boscotrecase, dove è stato scoperto un arsenale di armi da fuoco. Tra le armi sequestrate si ritiene possa esserci anche la pistola utilizzata per commettere l’omicidio del pescivendolo. Le autorità hanno rinvenuto un revolver calibro 38 Special marca Smith & Wesson con matricola punzonata e 5 cartucce nel tamburo, 17 cartucce calibro 7,62 x 39 da guerra, e un fucile calibro 12 con canne mozze senza matricola. Inoltre, sono state trovate sostanze stupefacenti, compresi 5,45 grammi di hashish, 110 grammi di marijuana e due dosi di cocaina. Vangone è stato arrestato per detenzione illegale di armi da fuoco, munizionamento da guerra e possesso di sostanze stupefacenti.

Le autorità continueranno ad indagare sulle armi sequestrate al fine di verificare se sono state utilizzate in altri crimini. È stato rivelato che le investigazioni iniziate subito dopo l’omicidio hanno permesso di collegare Vangone a due rapine presso pescherie a Boscoreale, entrambe legate alla famiglia della vittima. Dopo aver rapinato la pescheria di proprietà del fratello di Morione, si ritiene che Vangone, insieme ad altre tre persone, abbia tentato di rapinare la pescheria di Morione stesso. Durante tale tentativo, Vangone avrebbe sparato almeno quattro colpi d’arma da fuoco, uno dei quali ha colpito fatalmente Morione alla nuca, causandone la morte.

Questa operazione è stata il risultato di un’ampia attività d’indagine coordinata dalla Procura, basata su intercettazioni telefoniche e ambientali. Vangone era stato precedentemente coinvolto in un’altra indagine relativa all’omicidio di Morione, insieme ad altre tre persone, ma la richiesta di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti era stata rigettata. Tuttavia, in seguito a nuovi elementi emersi dalle indagini dei Carabinieri, è stato eseguito un decreto di fermo nei suoi confronti, con ulteriori e gravi indizi di colpevolezza e timori di fuga. Pertanto, Vangone è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale.

La Procura della Repubblica ha ritenuto necessario l’arresto di Vangone nonostante l’imminente udienza della Corte di Cassazione, avendo raccolto ulteriori prove e indizi a suo carico che rendono fondato il pericolo di fuga. Le autorità stanno continuando le indagini per fare piena luce sull’omicidio del pescivendolo e assicurare giustizia per la famiglia della vittima.

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