Napoli, il nipote del defunto boss minaccia chi guarda la sua ragazza: “Pioggia di proiettili”

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Roberto Antini, 19 anni, si trovava già in carcere quando è stato raggiunto da un’ulteriore ordinanza cautelare, questa volta con un’accusa ancora più pesante rispetto a quella per cui era stato arrestato precedentemente. Il giovane è il nipote, da parte di madre, di Antonio Ranieri, noto come Polifemo, spietato killer dei Quartieri Spagnoli di Napoli, protagonista negli anni Novanta di una faida di camorra contro i fratelli Ciro Mariano e Marco Mariano.

Recentemente, Antini ha compiuto una rapina ai danni di un commerciante, utilizzando anche violenza fisica. Tuttavia, su di lui già pendevano una serie di denunce per stalking e minacce da parte della sua fidanzata e della sua famiglia. In particolare, è emerso che Antini aveva inviato un messaggio su Instagram minacciando chiunque guardasse la sua ex fidanzata, indicando una possibile “pioggia di proiettili” come reazione.

Oltre all’accusa di rapina e lesioni aggravate, Antini è stato incriminato per atti persecutori aggravati, in relazione alle minacce perpetrate nei confronti della sua ex ragazza, della sua famiglia e persino di un ex fidanzato della ragazza. Le minacce hanno portato la giovane a vivere con costante paura per la sua incolumità e quella dei suoi familiari, tanto da dover ricorrere all’orologio anti-violenza e adottare precauzioni estreme, come dormire fuori casa e evitare di recarsi al lavoro.

Le minacce si sono fatte sempre più gravi nel tempo, con Antini che arrivava a minacciare di incendiare la casa della ragazza e della sua famiglia, arrivando persino a indicare una data specifica per tale azione. La giovane ha denunciato più volte la situazione alle autorità competenti, ma le minacce non si sono fermate e hanno permeato ogni aspetto della sua vita.

Questi avvenimenti mettono in luce la continua presenza e il pericolo costante di una mentalità criminale che ancora affligge alcune parti della società napoletana. La paura e l’angoscia vissute dalla ragazza e dalla sua famiglia sono un segno inquietante della persistenza dei fenomeni criminali, che richiedono un’azione decisa e una maggiore protezione per le vittime di tali atti criminali.

(Fonte: Cronache dalla Campania)