Vigilessa uccisa: ergastolo per le due figlie colpevoli di omicidio

Il caso della vigilessa uccisa a Temù, nel Bresciano, ha avuto un epilogo con la sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Brescia. Paola e Silvia Zani insieme a Mirto Milani sono stati condannati all’ergastolo per l’omicidio di Laura Ziliani, madre delle due imputate. La richiesta del pubblico ministero di chiedere la massima pena per tutti e tre gli imputati è stata accolta, senza differenziare le responsabilità.

La sentenza ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione e l’aver commesso il reato a danno dell’ascendente. Tuttavia, è stata esclusa l’aggravante del mezzo venefico o di altro mezzo insidioso. Inoltre, Lucia Zani ha ottenuto una provvisionale di 200mila euro, mentre Marisa Cinelli, madre e nonna delle imputate, ha ricevuto 100mila euro. I fratelli Massimo e Michele Ziliani hanno ricevuto ciascuno 50mila euro.

Un altro punto importante riguarda l’indegnità dichiarata per le due sorelle Zani, che implica l’impossibilità di succedere alla madre. Di conseguenza, la richiesta di sequestro conservativo avanzata dalle parti civili è stata dichiarata assorbita.

La sentenza rappresenta un momento di giustizia e speranza per la famiglia della vittima, ma anche un importante segnale di condanna nei confronti dei colpevoli. La comunità locale e non solo ha seguito con attenzione e preoccupazione l’evolversi di questo triste episodio, e ora la sentenza costituisce un passo significativo verso la riconciliazione e la riabilitazione della memoria di Laura Ziliani.

Il verdetto della Corte rappresenta anche un monito chiaro contro la violenza familiare e l’abuso di potere, invitando alla riflessione su dinamiche relazionali complesse e spesso tragiche. La fermezza della legge nel punire i responsabili di un crimine così atroce offre un segnale di speranza per la prevenzione di simili episodi nel futuro.

In conclusione, la sentenza emessa per l’omicidio della vigilessa Laura Ziliani rappresenta un passo importante verso la giustizia e la protezione dei diritti delle vittime, segnando un punto fondamentale per la comunità coinvolta e per l’intera società.

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