Il clan Contini torna a far parlare di sé, questa volta per una terribile vicenda che ha scosso la città di Napoli. Salvatore Cassese è stato attratto in una trappola, minacciato di decapitazione e poi accoltellato a morte a causa di un affare da 160.000 euro che era andato storto.
Secondo quanto emerso dall’indagine condotta dagli investigatori, il gruppo criminale composto anche da persone legate al clan Contini si dedicava al riciclaggio dei proventi delle frodi fiscali, coinvolgendo colletti bianchi compiacenti e imprenditori disponibili. Alcuni di questi imprenditori erano titolari di noti marchi di moda per giovani. La Guardia di Finanza e i Carabinieri di Napoli hanno notificato complessivamente 25 misure cautelari e un decreto di sequestro da 8,4 milioni di euro.
La vittima, Salvatore Cassese, era stato convocato con il pretesto di un chiarimento da una persona che successivamente lo aveva accompagnato in ospedale dopo l’aggressione. L’episodio risale al dicembre 2018, quando Cassese fu costretto a recarsi in ospedale per le ferite multiple provocate da una serie di fendenti.
L’affare che ha portato a questa terribile vicenda riguardava un investimento da 160.000 euro in frigoriferi provenienti dalla Cina, i quali furono successivamente trattenuti a Genova perché non conformi alle normative europee. Gli emissari del clan chiesero un rimborso di 320.000 euro per l’affare saltato, scatenando una vera e propria persecuzione che culminò nel tentato omicidio di Cassese.
Questa tragica vicenda rappresenta un ennesimo esempio della violenza e dell’illegalità che affliggono alcune realtà criminali del territorio napoletano. È fondamentale che le forze dell’ordine continuino a combattere contro tali fenomeni, assicurando alla giustizia coloro che si macchiano di crimini così gravi.
Fonte: Cronache della Campania
