Rosa D’Ascenzo, prima vittima di femminicidio del 2024.

Il femminicidio continua a rappresentare un problema grave e diffuso in Italia. L’ultimo tragico evento che ha sconvolto l’opinione pubblica è stato l’omicidio di Rosa D’Ascenzo, una donna di 71 anni, portata in ospedale dal marito, che ha successivamente affermato che la moglie era caduta dalle scale dopo un malore. Tuttavia, le indagini mediche e legali hanno rivelato che la morte di Rosa D’Ascenzo è stata causata da un atto di femminicidio.

Questo evento tragicamente si aggiunge a una lunga lista di casi simili, che hanno visto un numero significativo di donne uccise nell’anno precedente. Nel 2023, secondo i dati del Viminale, sono state uccise 118 donne, di cui 96 in ambito familiare o affettivo, confermando così la triste tendenza al femminicidio. Nonostante questo numero sia in calo rispetto al 2022, quando si erano registrate 127 vittime, è comunque inaccettabile che le donne continuino a essere oggetto di violenza estrema all’interno delle proprie relazioni.

Alcuni casi emblematici hanno particolarmente scosso l’opinione pubblica nel 2023, come l’omicidio di Giulia Cecchettin, colpita da venti coltellate dall’ex fidanzato, e quello di Vanessa Ballan, uccisa dal suo ex dopo aver denunciato lo stalking. Questi eventi tragici hanno portato a una presa di coscienza più ampia dell’urgenza di arginare e prevenire la violenza contro le donne.

È fondamentale continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica e a promuovere politiche di prevenzione e protezione delle donne vittime di violenza domestica. È altrettanto importante porre maggiore attenzione alla segnalazione e all’intervento tempestivo nelle situazioni di rischio, così come alla promozione di una cultura di rispetto e parità di genere nella società.

L’omicidio di Rosa D’Ascenzo e le altre vittime di femminicidio rappresentano un richiamo doloroso alla necessità di combattere in modo determinato e collettivo la violenza di genere. Solo attraverso un impegno condiviso a tutti i livelli, sociale, politico e istituzionale, sarà possibile proteggere la vita e la dignità delle donne in Italia e nel mondo intero.

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