La storia giudiziaria di V.S., un operaio di 40 anni di Napoli, sembrava segnata da una condanna definitiva per concorso in tentata estorsione. Tuttavia, quando sono arrivate le motivazioni della sentenza, è emerso che il suo ricorso era stato accettato senza neanche essere rinviato alla Corte d’Appello. Nel frattempo, l’imputato aveva già scontato parte della sua pena in una cella del carcere di Poggioreale.
La vicenda ha suscitato scalpore a Napoli, coinvolgendo un uomo senza precedenti penali, accusato di aver fatto da tramite tra la camorra e la presunta vittima di estorsione. Il suo avvocato, Maurizio Capozzo, ha attribuito gli errori commessi durante il suo processo a una “negligenza senza precedenti”.
Dopo una condanna a 4 anni di carcere in primo grado, l’appello è stato fissato nel 2022, ma le parti non sono state avvisate e la sentenza di primo grado è stata confermata senza la possibilità di difendersi.
Nonostante il procuratore generale avesse condiviso le argomentazioni difensive e chiesto l’annullamento della sentenza di appello, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha ordinato l’arresto immediato di V.S.
L’operaio è stato così rinchiuso in cella, dove ha dovuto scontare solo pochi mesi di pena, nonostante avesse la possibilità di essere liberato anticipatamente. Tuttavia, è rimasto in carcere per circa un mese.
Solo a dicembre, V.S. è stato finalmente rilasciato quando le motivazioni della sentenza sono state depositate, rivelando che il suo ricorso era stato accolto e la sentenza precedente era stata annullata senza neanche essere rinviata. Sia l’operaio che il suo avvocato hanno appreso con sorpresa e rabbia il verdetto.
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