Estorsioni nel Casertano: Arrestati un Ispettore di Polizia e un Commercialista
Casaluce, Provincia di Caserta – Nei giorni scorsi, Andrea Garofalo, ispettore della polizia, e Domenico D’Agostino, commercialista, sono stati arrestati con l’accusa di estorsione nei confronti di due imprenditori nel settore del calcestruzzo. L’operazione, condotta dalla polizia, ha fatto emergere un presunto sistema di estorsioni a effetto domino, che sfruttava il timore degli imprenditori di non accedere alla “White list” della Prefettura.
Garofalo, rinomato come ‘Andrea della Prefettura’, ha ricoperto vari ruoli significativi, lavorando nella squadra mobile di Napoli, presso la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e nel Gruppo Interforze Antimafia (GIA). Questa lista bianca, strategica per le imprese, attesta l’assenza di legami con la criminalità organizzata e consente di accedere ad appalti pubblici e gare.
Secondo le indagini condotte dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, Garofalo avrebbe sfruttato la posizione di potere per estorcere denaro promettendo che si sarebbe ‘occupato’ delle pratiche necessarie per l’inserimento delle imprese nella lista.
La prima denuncia è stata presentata da un imprenditore casertano, già vittima di estorsioni da parte del clan dei Casalesi. Questo imprenditore, la cui identità rimane riservata, ha riferito che a giugno dello scorso anno il nipote era stato costretto a pagare 2.500 euro per una consulenza e 12.500 euro in contante a Garofalo.
A febbraio di quest’anno, Garofalo ha cercato di estorcere denaro anche allo zio del giovane, un imprenditore del settore edile. Tuttavia, quest’ultimo ha deciso di denunciare tutto alla squadra mobile, che ha seguito le attività di Garofalo e D’Agostino fino all’arresto.
Le indagini hanno rivelato che, dopo aver chiuso l’estorsione di 10.000 euro, Garofalo aveva individuato altre possibili vittime. Secondo la testimonianza di A.D.C., un giovane imprenditore, Garofalo lo avrebbe convocato nella sua abitazione per avvisarlo che i suoi cugini avrebbero dovuto affrontare lo stesso calvario.
“A quel punto, ho deciso di denunciare”, ha spiegato A.D.C., rivelando la situazione critica in cui si trovava, ansioso di non far vivere la stessa esperienza traumatica ai suoi cugini. Sia A.D.C. che S.I., zio e nipote, hanno infatti denunciato il sistema di estorsioni, ma si sospetta che potrebbero esserci ulteriori vittime di questo stratagemma.
Le prime indagini hanno inoltre messo in luce uno stile di vita di Garofalo ben al di sopra delle aspettative economiche di un ispettore di polizia. Le indagini sono in corso, e gli inquirenti non escludono che possano emergere ulteriori dettagli e altre vittime di queste pratiche illecite.
