Ergastolo confermato per Raffaele Caiazzo nel duplice omicidio di Sant’Antimo

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Duplice omicidio a Sant’Antimo: confermato l’ergastolo per Raffaele Caiazzo

Napoli – Si è chiuso il percorso giudiziario relativo a uno dei casi di cronaca più gravi del Napoletano. La Corte di Cassazione, nella giornata di ieri, ha confermato la condanna all’ergastolo per Raffaele Caiazzo, colpevole del duplice omicidio della nuora, Maria Brigida Pesacane, e del genero, Luigi Cammisa. L’evento tragico si è verificato l’8 giugno 2023 a Sant’Antimo, utilizzando un’arma detenuta illegalmente.

La decisione della Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa, rendendo irrevocabile la sentenza precedentemente emessa dalla Seconda Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli. A confermare l’esito formale della verità processuale sono stati gli avvocati Manuela Palombi e Marco Mugione, legali della famiglia Pesacane.

I tragici eventi del 8 giugno 2023 hanno avuto luogo nelle prime ore del mattino, quando la piccola comunità di Sant’Antimo è stata sconvolta da un atto di violenza familiare. Secondo gli accertamenti delle forze dell’ordine, Caiazzo ha agito motivato da dinamiche ossessive e da infondati sospetti di una presunta relazione tra i due giovani.

L’imputato ha colpito inizialmente Luigi Cammisa in strada, per poi recarsi nell’appartamento in cui si trovava Maria Brigida Pesacane, uccidendola a sua volta. Questo gesto ha avuto conseguenze devastanti, distruggendo due famiglie e privando i figli piccoli dei loro genitori.

Il processo ha messo in evidenza un quadro probatorio solido, confermando la gravità del contesto familiare in cui è avvenuto il delitto. La chiusura dell’iter giudiziario, sebbene non possa riparare il dolore per la perdita delle giovani vittime, rappresenta comunque un importante punto fermo per i familiari coinvolti.

A margine della sentenza, gli avvocati Palombi e Mugione hanno affermato: «Con questa decisione, viene definitivamente riconosciuta e consolidata la risposta di giustizia in favore dei familiari delle vittime». La sentenza riafferma un principio fondamentale di legalità e verità storica riguardo i fatti accaduti. Le indagini condotte da polizia e forze dell’ordine continuano a vigilare sulle ripercussioni sociali di un evento che ha segnato profondamente la comunità locale.

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