Napoli, clan Contini: rivelati i nomi degli affiliati nei registri del loro impero criminale

Ultime News

Svolta nelle indagini sull’omicidio Cinque a Napoli: tre arresti eseguiti dalla polizia

Napoli: Operazione della Polizia contro l'omicidio di Raffaele Cinque Nella...

Due agguati in pochi giorni: clan Lo Russo sotto attacco a Napoli

Napoli, Due Agguati nel Mirino del Clan Lo Russo:...

Clan Marigliano, Appello riduce pena per sparatoria alle Case Nuove

Sparatoria a Napoli: Ridotte le pene per i membri...

Napoli: Smantellato il Clan Contini, Riscoperta la loro “Sovranità Economica”

In un’operazione senza precedenti, la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha avviato una serie di arresti che, all’inizio di questo mese, ha portato in carcere 13 persone legate al clan Contini. Questo gruppo criminale, attivo in diverse aree storiche della città, esercita un controllo significativo non solo nel traffico di sostanze stupefacenti, ma anche in un sistema economico ben strutturato.

La ascesa criminale del clan si manifesta attraverso un apparato organizzato, dove i pizzini sequestrati, trovati nelle abitazioni degli “esattori”, fungono da documentazione essenziale per mappare l’influenza del clan. Dalla zona di Poggioreale, in particolare dal Rione Connolo, fino al Borgo Sant’Antonio Abate, gli inquirenti hanno raccolto prove inconfutabili della loro operatività.

Un focus specifico è stato riservato alla holding dei Perrotta, che emerge prepotentemente dai registri contabili. Figure chiave come Luigi e Giovanni Perrotta, noti con i nomi “VERM” e “VERMICELLO”, sono indicati come principali attori nel mercato della marijuana. I documenti rinvenuti rivelano quanto sia dettagliata la loro contabilità: ad esempio, un pizzino registra la transazione di 2 chilogrammi di marijuana per un totale di 15.600 euro. Le annotazioni utilizzano codici come “V Nuovo” per designare la merce, perioada di approvvigionamento e gestione delle scorte.

La mappa dei profitti delineata dall’inchiesta rivela un sistema ramificato dove le singole zone operano come “filiali”. Al Rione Connolo, i registri mostrano transazioni di 7.500 euro, mentre al Borgo Sant’Antonio le cifre salgono a 8.000 e 9.000 euro, con pagamenti organizzati in rate di 1.500 o 2.500 euro. Nomi come Giovanni Piccirillo e Antonio Sepe, rispettivamente evidenziati come “GIOVANNELL” e “PACHI”, emergono come gestori di queste operazioni finanziarie, sempre con il consueto Sigillo di approvazione rappresentato dall’“OK” dei ragionieri del clan.

Un altro attore di spicco è Rosario De Angelis, conosciuto come “Pipistrello”. La sua figura non è quella di un semplice spacciatore, ma di un narcotrafficante di alto livello, recentemente arrestato con oltre 51 chilogrammi di cocaina. I documenti del clan monitorano la sua situazione debitoria con estrema attenzione, evidenziando somme di restituzione scaricate con cadenza regolare, a conferma della relevanza della sua posizione all’interno della rete criminale.

L’analisi delle spese e degli incassi attesta che, per ogni singola partita contabile di cocaina, il clan muove risorse superiori ai 53.000 euro. Questa cifra, una volta moltiplicata per il numero di documenti analizzati, consente agli inquirenti di stimare l’ammontare complessivo dell’impero economico che il clan Contini ha saputo generare, calcolato in milioni di euro annuali.

L’inchiesta della DDA di Napoli ha dunque messo in luce un’organizzazione che ha trasformato il quartiere Vasto e le aree limitrofe in un distretto industriale del malaffare, un sistema regolato da rigide leggi contabili e protetto da caveau sorvegliati. Le indagini continuano con l’obiettivo di fare ulteriore luce sulle reti di contatto e sui canali di approvvigionamento che sostengono questa realtà criminale.

Fonte