Brambilla sotto indagine per evasione fiscale da 900mila euro: il caso scuote il mondo animalista

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Milano, indagine per evasione fiscale su Michela Vittoria Brambilla

La deputata Michela Vittoria Brambilla, esponente di Noi Moderati, è attualmente al centro di un’inchiesta della Procura di Milano per reati di evasione fiscale e false fatturazioni. L’inchiesta coinvolge anche Espedito Massimo Muto, legale rappresentante dell’Ente nazionale cinofilia italiana (Enci), e tre società di produzione televisiva associate al programma da lei condotto, “Dalla parte degli animali”.

Le indagini sono state avviate in seguito a segnalazioni ricevute e sono state avviate perquisizioni da parte della Guardia di Finanza presso la sede dell’Enci e delle società coinvolte, distribuite tra Milano, Roma e Torino. Secondo quanto emerso, si contestano fatture false emesse tra il 2020 e il 2026, per un importo complessivo di circa 1,5 milioni di euro. Gli inquirenti, tra cui i pubblici ministeri Antonio Pansa e Giancarla Serafini, hanno evidenziato un presunto meccanismo che potrebbe aver consentito a Brambilla di incassare circa il 90% dei fondi, mentre la restante parte sarebbe stata destinata alla produzione del programma.

I capi d’accusa, formulati dalla Procura, riconducono a un sistema di sponsorizzazione che avrebbe consentito alla parlamentare di non dichiarare i compensi ricevuti per la conduzione del programma. La Guardia di Finanza ha quantificato l’evasione fiscale complessiva in quasi un milione di euro. In uno dei capi d’accusa, oltre a Brambilla, risulta coinvolto anche Muto, il quale avrebbe utilizzato fatture per operazioni inesistenti per far affluire risorse economiche alla deputata.

Documenti dell’inchiesta rivelano che Muto avrebbe informato un conoscente riguardo a un accordo con Brambilla, finalizzato a trasferire somme di denaro alla parlamentare tramite sponsorizzazioni legate ai programmi televisivi. Le indagini hanno trovato riscontro nel fatto che, dalla messa in onda del programma (nel 2017) fino al terzo trimestre del 2020, Brambilla non ha emesso fatture né ha percepito compensi per la sua attività di conduzione.

Le società di produzione avrebbero trasferito a Brambilla quasi l’intero flusso economico derivante da contratti con l’Enci, rilevando che l’importo fatturato dalle tre società a favore dell’Enci è sovrapponibile a quello che Brambilla avrebbe fatturato alle stesse società. Gli inquirenti concludono pertanto che le società di produzione non avrebbero trattenuto alcun compenso per la stipulazione del programma, sollevando perplessità sull’esistenza di attività economiche regolarmente dedotte in fattura.

Le indagini sono in corso e potrebbero portare a ulteriori sviluppi legali.

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