Parco Verde di Caivano: nuova stesa riaccende l’allerta per il clan Amato-Pagano

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Caivano: Stesa nel Parco Verde, tre arresti legati al clan Amato-Pagano

Nella serata del 27 settembre 2025, il Parco Verde di Caivano è stato teatro di una sconcertante stesa, caratterizzata da una scarica di proiettili sparati da un gruppo di motociclisti. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, l’operazione, che ha visto l’impiego di almeno sei motociclette, è stata orchestrata da un numero non definito di persone, legate al clan Amato-Pagano.

Le indagini, condotte dai carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna, hanno portato ieri all’emissione di tre misure cautelari in carcere, firmate dal gip Federica Girardi. Gli arrestati sono Antonio Cangiano, 41 anni, Salvatore D’Arco, 27 anni, già detenuto da marzo scorso, e Michael Rossi, 23 anni, attualmente ai domiciliari. I tre dovranno rispondere di pubblica intimidazione con uso di armi e porto illegale di armi, reati aggravati dall’appartenenza a un’organizzazione mafiosa.

Durante il raid, sono stati esplosi quindici colpi di arma da fuoco, di cui otto bossoli sono stati recuperati e repertati dai militari tempestivamente giunti sul luogo. Gli investigatori hanno evidenziato che la stesa non è stata un’azione improvvisata, ma frutto di una pianificazione attentamente curata, e un elemento chiave è stato un presunto “basista” che risiedeva all’interno del parco. Questo individuo avrebbe fornito indicazioni al gruppo di motociclisti, facilitando la loro manovra all’interno del quartiere.

Salvatore D’Arco, tra gli arrestati, ha legami familiari con ambienti di spicco della camorra, in particolare con Gennaro Sautto, fratello del boss Nicola Sautto, considerato vicino a Domenico Ciccarelli. Gli inquirenti ipotizzano che il raid possa essere stato realizzato da individui “presti” al clan, incentivati a compiere gesti dimostrativi per riconfermare la propria potenza.

Le indagini continuano, con un appello aperto per individuare almeno altre nove persone coinvolte nella stesa, la maggior parte delle quali risulta proveniente da fuori Caivano. Gli inquirenti ponderano che questi soggetti abbiano partecipato consapevolmente all’azione, trasformando le vie del Parco Verde in un palcoscenico di intimidazione, per inviare un messaggio diretto sia ai rivali che alle forze dell’ordine.

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