Caivano: Nuova Paranza si Affermano nel Parco Verde dopo il “Golpe” Interno
CAIVANO – Sviluppi significativi nel contesto criminale del Parco Verde, dove un’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia ha condotto all’arresto di nuovi vertici di un gruppo malavitoso che ha scelto come propria base operativa via Uganda. L’inchiesta ha svelato un’aggressiva ristrutturazione dei traffici illeciti, a seguito del crollo dei precedenti assetti di potere.
Il blitz, eseguito nei giorni scorsi, ha posto sotto i riflettori la trasformazione di un’area precedentemente dominata dalla droga in un vero e proprio laboratorio criminale. Le nuove dinamiche interne suggeriscono che il vuoto di potere creato da arresti e sentenze sia stato rapidamente colmato da un gruppo deciso a stabilire un monopolio commerciale nella zona.
Secondo i documenti della procura, la pianificazione di una “operazione di sottomissione” è emersa dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giovanni Barra. The ex mafioso ha dichiarato ai magistrati di aver orchestrato un colpo mirato per scalzare i vecchi leader, tra cui il boss Domenico Di Micco e il rifornitore Lello Zambella, senza richiedere il permesso.
Barra ha descritto via Uganda come un “isolato trasformato in una fortezza”, caratterizzata da sistemi di sorveglianza avanzati e una preparazione militare che si univa a una strategia commerciale spietata. “Non potevamo più sottostare alle loro condizioni”, ha affermato, rivelando le fasi cruciali della transizione di potere.
L’operazione di “fare il posto”, un termine usato nel linguaggio mafioso per designare l’estromissione della concorrenza, ha permesso al nuovo gruppo di imporsi nella gestione della distribuzione della droga. Barra ha affermato che l’attacco a Di Micco rappresentava una mossa strategica diretta a minare la stabilità del rifornimento di Zambella, il quale era considerato un attore chiave nella rete di approvvigionamento.
L’operazione ha generato effetti immediati, consentendo ai nuovi protagonisti di acquistare sostanze a prezzi stracciati, riflettendo la loro crescente influenza economica. I risultati delle successive perquisizioni, condotte dalla Squadra Mobile e dalla Guardia di Finanza, hanno rivelato il sequestro di ingenti somme di denaro: centinaia di migliaia di euro rinvenuti in nascondigli strategici, evidenziando una organizzazione cautamente strutturata.
Oltre al contante, sono stati sequestrati numerosi orologi di lusso, simboli di status all’interno della nuova gerarchia criminale. Secondo gli inquirenti, questi beni non solo servono a ripulire il denaro sporco, ma fungono anche da manifestazione visibile del potere e del successo nella sfida contro la vecchia guardia.
Le indagini sono ancora in corso e potrebbero rivelare ulteriori dettagli sulle dinamiche interne di questo nuovo gruppo criminale, mentre la procura continua a raccogliere elementi probatori per supportare le testimonianze di Barra. La situazione rimane quindi fluida, con la possibilità di nuovi sviluppi nel contrasto alla criminalità organizzata nella zona.
