Scafati, Angelo Sorrentino arrestato con 5 chili di droga e posto agli arresti domiciliari

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Scafati, fuga e arresto per Angelo Sorrentino: condannato a due anni e quattro mesi di reclusione

Scafati – Nella serata di ieri, il pluripregiudicato Angelo Sorrentino, 35 anni, è stato coinvolto in un inseguimento ad alta velocità per le strade di Cava de’ Tirreni, culminato con il suo arresto da parte delle forze dell’ordine. L’episodio ha avuto inizio durante un ordinario servizio di controllo: alla vista della paletta alzata dai poliziotti, Sorrentino ha accelerato, dando vita a una serie di manovre rischiose attraverso il traffico cittadino.

La corsa selvaggia del veicolo Toyota Yaris ha lasciato i passanti attoniti, fino a quando il conducente, braccato, ha abbandonato l’auto per cercare di proseguire a piedi, senza successo. Gli agenti, infatti, lo hanno raggiunto in pochi istanti e lo hanno bloccato, impedendogli di fuggire ulteriormente.

Una volta fermato, Sorrentino ha indicato il luogo in cui aveva tentato di nascondere un voluminoso involucro. Gli agenti hanno recuperato quasi cinque chilogrammi di hashish, già suddivisi in panetti, pronti per la distribuzione nelle piazze di spaccio locali. Secondo le analisi della Procura, il valore sul mercato della droga sequestrata si aggira intorno ai 150.000 euro.

Durante il processo, il Pubblico Ministero aveva richiesto una pena esemplare di quattro anni e otto mesi, citando la recidiva del soggetto. Tuttavia, la difesa, guidata dall’avvocato Gennaro De Gennaro, ha contestato la gravità dell’accusa, ottenendo l’esclusione dell’aggravante relativa all’“ingente quantità” di droga.

Il giudice, accolte le attenuanti, ha infine rideterminato la pena in due anni e quattro mesi, permettendo a Sorrentino di tornare a casa in regime di arresti domiciliari. Così, si conclude un episodio che, inizialmente, sembrava condurre l’uomo verso un lungo periodo di detenzione, ribaltando le attese del Pubblico Ministero e concludendo un inseguimento che ha tenuto col fiato sospeso la comunità.

Le indagini, coordinate dalla Procura, rimangono aperte per consolidare le evidenze che possano chiarire ulteriormente il contesto dell’operazione.

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