Pietro Izzo, il viaggio dei familiari e la trappola che ha portato alla cattura Gli investigatori della Squadra mobile hanno seguito i movimenti e sono arrivati al 60enne latitante
Il figlio di Pietro Izzo aveva predisposto ogni accorgimento possibile, immaginando di essere seguito dalle forze dell’ordine, per partire in aereo verso la Spagna senza destare sospetti. Il viaggio, apparentemente organizzato per raggiungere la famiglia ad Alicante, si è rivelato invece decisivo per la cattura del 60enne, ritenuto il reggente del clan Licciardi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il familiare del latitante era partito con la moglie e i due figli, tra cui una bambina che il nonno non aveva ancora conosciuto. Un dettaglio che ha contribuito a rafforzare l’ipotesi che non si trattasse di una semplice vacanza, ma di uno spostamento destinato a far incontrare i parenti.
La latitanza in Spagna
Pietro Izzo, conosciuto con il soprannome di “Pierino o’ pompiere”, si nascondeva ad Alicante da almeno un paio di mesi, probabilmente in una zona turistica dove era riuscito a mantenere un profilo basso. Agli occhi dei condomini appariva come un imprenditore italiano benestante e non utilizzava documenti falsi.
La latitanza era durata complessivamente 11 mesi. In questo arco di tempo, gli investigatori della sezione “Catturandi” della Squadra mobile di Napoli hanno lavorato per localizzarlo, fino a individuare la sua presenza in Spagna.
L’intuizione degli investigatori
A far scattare l’operazione sono stati i movimenti del figlio del presunto boss, ritenuti dagli inquirenti un elemento utile a ricostruire gli spostamenti della famiglia e a capire dove potesse trovarsi il latitante. L’arrivo ad Alicante e il successivo rientro in Italia hanno confermato la presenza di Izzo nella città iberica.
Da quel momento è partita la collaborazione tra gli investigatori napoletani e la polizia spagnola, con il supporto del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, di Europol e del personale della Polizia di frontiera aerea di Capodichino.
L’operazione si è conclusa venerdì mattina con l’arresto del 60enne al rientro della famiglia. La cattura è arrivata al termine di un lavoro investigativo intenso, coordinato dalla Procura di Napoli e dalla Direzione distrettuale antimafia.
La collaborazione tra le diverse strutture di polizia ha permesso di chiudere il cerchio attorno al latitante, individuato in Spagna e fermato una volta rientrato sul territorio italiano.
