Clan D’Amico-Mazzarella, la Cassazione chiude il cerchio: definitive condanne per oltre 172 anni di carcere

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Camorra a Napoli Est, diventano definitive gran parte delle pene del maxi blitz del 2023. Respinti i ricorsi di numerosi imputati coinvolti nell’inchiesta della DDA di Napoli sul clan attivo tra San Giovanni a Teduccio, Ponticelli e l’area orientale della città. L’indagine aveva fatto emergere traffico di droga, estorsioni, armi e investimenti nel settore dei carburanti.

La decisione della Cassazione

Nuova pesante spallata giudiziaria al clan D’Amico-Mazzarella di Napoli Est. La quinta sezione della Corte di Cassazione ha reso definitive gran parte delle condanne inflitte nel processo nato dal maxi blitz dei carabinieri e della Direzione distrettuale antimafia scattato nel febbraio 2023 contro il gruppo attivo soprattutto a San Giovanni a Teduccio e Ponticelli.

Gli Ermellini hanno rigettato i ricorsi di diversi imputati, rendendo irrevocabili le pene già rideterminate in appello. Complessivamente, le condanne confermate raggiungono 172 anni e 2 mesi di carcere.

Diventano definitive, tra le altre, le posizioni dei rampolli della famiglia D’Amico: Umberto D’Amico, Salvatore D’Amico classe 1998 e Gabriele Salvatore D’Amico. Confermate anche le condanne per Antonio Catino, Ester Urio, Giovanni Urio, Giovanni Borrelli e Alessandro Nocerino.

La Suprema Corte ha invece annullato senza rinvio la contestazione della recidiva nei confronti di Giacomo Urio e Pasquale Urio. Per Francesco Tabasco è stato disposto l’annullamento limitatamente al reato associativo finalizzato al traffico di droga.

L’inchiesta della DDA: droga, armi e business dei carburanti

L’operazione dei carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Napoli, coordinata dalla DDA, aveva portato all’emissione di 24 misure cautelari. Le accuse contestate, a vario titolo, andavano dall’associazione mafiosa al traffico di stupefacenti, fino a estorsioni, armi e riciclaggio.

Secondo gli investigatori, il clan aveva consolidato il proprio controllo sulle piazze di spaccio dell’area orientale di Napoli e stava investendo anche nel settore della distribuzione dei carburanti. Nel corso del blitz fu sequestrato anche un distributore di benzina a Fuorigrotta, ritenuto dagli inquirenti collegato agli interessi economici del gruppo criminale.

Le indagini, sviluppate tra il 2018 e il 2020, documentarono inoltre la contrapposizione armata con gruppi vicini all’Alleanza di Secondigliano, in particolare con il clan Silenzio. Tra gli episodi ricostruiti anche raid incendiari e lanci di molotov.

Il summit intercettato

Tra gli elementi ritenuti centrali nell’inchiesta anche una serie di intercettazioni ambientali. In una conversazione captata dagli investigatori, il ras Ciro Mazzarella avrebbe rivendicato il ruolo e il peso del clan nel panorama criminale cittadino, ribadendo la contrapposizione ai gruppi rivali.

Gli investigatori ritengono che il clan D’Amico-Mazzarella rappresentasse uno dei principali riferimenti criminali della zona orientale di Napoli, con interessi che spaziavano dal narcotraffico al contrabbando di sigarette fino al reinvestimento di denaro illecito in attività economiche.

Le condanne definitive:

Giacomo Urio – 13 anni e 4 mesi
Alessandro Nocerino – 13 anni e 6 mesi
Pasquale Urio – 12 anni e 6 mesi
Salvatore D’Amico “’o pirata” – 11 anni e 4 mesi
Salvatore Autiero – 10 anni e 8 mesi
Gennaro Improta – 10 anni e 8 mesi
Giovanni Improta – 10 anni e 8 mesi
Giovanni Urio – 10 anni e 8 mesi
Ciro Mazzarella – 10 anni
Gabriele Salvatore D’Amico – 8 anni e 10 mesi
Giovanni Musella – 8 anni e 8 mesi
Pasquale Ariosto – 8 anni
Ester Urio – 8 anni
Giovanni Borrelli – 6 anni e 8 mesi
Pasquale Nocerino (classe 1974, nato il 2 marzo) – 6 anni e 6 mesi
Pasquale Nocerino (classe 1974, nato il 4 aprile) – 5 anni e 6 mesi
Antonio Catino – 5 anni e 4 mesi
Francesco Tabasco – 5 anni e 4 mesi
Salvatore D’Amico (classe 1998) – 3 anni
Umberto D’Amico – 3 anni