Arresti nel clan Esposito: estorsione su un imprenditore di Mondragone
Mondragone, 10 ottobre 2023 – La polizia ha eseguito all’alba di ieri cinque misure di custodia cautelare nei confronti di presunti membri del clan Esposito, noto nell’area di Bagnoli. Gli arresti sono stati operati a seguito di un caso di estorsione che ha coinvolto un imprenditore operante nel settore dell’autonoleggio, il quale si è trovato nel mirino del gruppo per il presunto possesso di una Lamborghini legata a un incidente stradale.
Secondo le indagini, il clan sosteneva che la vettura di lusso appartenesse al boss Massimiliano Esposito, soprannominato ‘o scugnato. Tuttavia, l’imprenditore ha fornito documentazione all’autorità, dimostrando l’acquisto legittimo dell’auto da un’altra società, da cui ne deteneva la piena disponibilità.
Nonostante queste evidenze, sono state avviate richieste estorsive nei suoi confronti, che inizialmente ammontavano a 285mila euro e che in seguito si sono ridotte a 100mila euro, sotto forma di un presunto “risarcimento”.
Minacce e intimidazioni
In un incontro forzato tra l’imprenditore e i membri del clan, culminato in un clima di pesante intimidazione, è stata pronunciata la frase: «Devi venire a prenderti un caffè dallo zio di Bagnoli». Costretto all’incontro, l’imprenditore si è ritrovato in un contesto di grave intimidazione, con armi da fuoco esposte sul tavolo.
I membri del clan hanno fatto pressione anche tramite comunicazioni dirette, incluse videochiamate, esprimendo frasi intimidatorie come: «Io sono il nipote dello zio di Bagnoli, dai i soldi a me».
Raid nell’autonoleggio
Di fronte al rifiuto dell’imprenditore di cedere alle richieste estorsive, è stato organizzato un raid nell’autonoleggio. Secondo la Procura, un commando di quattro individui ha fatto irruzione nella sede del business, sottraendo un’Audi di proprietà della moglie dell’imprenditore, per poi fuggire.
Le indagini hanno rivelato ulteriori complicazioni, legate a un precedente tentativo di truffa ai danni dello stesso autonoleggio. Un soggetto, ritenuto vicino agli arrestati, aveva tentato di noleggiare una Mercedes presentando documenti falsi. Dopo il rifiuto dell’imprenditore, si era vociferato di un “indennizzo” di 10mila euro per una presunta truffa subita.
Sviluppi delle indagini
L’operazione di polizia è stata condotta dalla sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile della Questura di Napoli, coordinata da Mario Grassia e Giuseppe Sasso, in collaborazione con il commissariato di Bagnoli. Grazie all’analisi di video di sorveglianza e testimonianze, è stato possibile risalire ai membri del gruppo, identificate come Massimiliano Esposito (56 anni), Marco Zito (50 anni), Lucio Musella (36 anni), Alessio Caruso (36 anni) e Francesco Grassi (33 anni). Un ulteriore indagato, Vincenzo Falanga (25 anni), è stato registrato a piede libero.
Secondo le normative previste per la tutela del giusto processo, si sottolinea che tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino all’eventuale emissione di una condanna definitiva.
L’operazione rappresenta un importante passo contro le estorsioni, un fenomeno che, oltre a danneggiare singoli imprenditori, crea una minaccia per l’intera coesione sociale e l’economia del territorio. Le indagini continueranno per fare piena luce sulle dinamiche del clan e sulle eventuali connessioni con altri gruppi criminali.
