Napoli, sparatoria tra bande: «Spara, Pio, spara!» per un presunto affronto

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Napoli, tentato omicidio in una faida tra giovani: tre arresti

Nella notte del 26 giugno 2025, Napoli è stata teatro di un tentato omicidio che ha coinvolto tre giovani, tutti legati a dinamiche di criminalità organizzata. L’episodio è avvenuto nei vicoli che collegano Piazza Carolina a Montesanto, area già nota per tensioni legate alla camorra.

Al centro dell’operazione, disposta dal GIP Filomena Capasso, ci sono Francesco Pio Bianco, 19 anni, Ignazio Casolla, anche lui 19enne e già in Istituto Penale Minorile (IPM) per precedenti, e il 17enne M. C., anch’esso in IPM. L’accusa formulata a loro carico è tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso. I tre, nonostante la giovane età, sono già veterani delle strade e delle loro violente logiche.

Il conflitto è scoppiato a causa di un gesto apparentemente banale: uno sguardo. Rizzo Simone, soprannominato “Bomber”, ha interpretato un’occhiata di sfida da parte di Mattia Sciarrillo, legato alla zona di Montesanto, come un affronto, rispolverando un rancore preesistente legato a un accoltellamento subito da Bianco.

Radunati per vendetta, “Bomber” ha guidato il gruppo a bordo di un’Audi RSQ8, scortato da giovani armati su scooter. Le intercettazioni ambientali, in particolare quelle all’interno della Smart di Salvatore Nocerino, detto “Zazà”, rivelano dettagli inquietanti della spedizione. Un partecipante ha commentato: “Con la macchina e due motorini con le pistole in mano, poi dici che ti guarda male?”.

L’incontro con Mario Forte, il destinatario dell’agguato, è degenerato rapidamente. Forte, lungi dall’intimorirsi, ha inseguito i suoi aggressori. È a questo punto che, nella zona di Via Rosario a Portamedina, il gruppo ha deciso di colpire. Francesco Pio Bianco ha estratto una pistola calibro .22, sparando quattro colpi verso Forte, che si è salvato riparandosi dietro un muro.

Dopo l’attacco, le indagini si sono intensificate. Mentre la polizia esaminava i video di sorveglianza, Casolla cercava disperatamente nuove munizioni, dimostrando la volontà di proseguire nel conflitto. L’estrazione sociale di Bianco, figlio di Rita De Crescenzo, influencer di TikTok, ha complicato ulteriormente la situazione. Il legame con sua madre, che ha tentato di allontanarlo dalla vita criminale, è stato visto con disprezzo dai suoi coetanei.

Le dinamiche di esclusione emerse dalle intercettazioni rivelano un panorama complesso: il figlio di una “pentita” è considerato un indesiderato tra i giovani del quartiere. Gli arrestati, già in IPM, pongono ora interrogativi sul futuro dell’ordine pubblico in tali contesti.

Le indagini proseguono, con il timore che il potere vaccino lasciato nel vuoto abbandonato dai tre possa essere rapidamente riempito da nuove bande pronte a combattere per piccole offese, come uno sguardo di troppo.

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