Smantellata una holding di dati rubati: 85 indagati coinvolti in traffico di informazioni personali

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Scoperta una Rete di Corruzione a Napoli: 85 Indagati per Accesso Abusivo ai Dati Sensibili

Napoli, 15 ottobre 2023 – Una vasta operazione della Direzione Distrettuale Antimafia ha portato alla luce un’organizzazione criminale dedita all’accesso abusivo ai dati sensibili dei cittadini italiani, rivelando un mercato parallelo per la vendita di informazioni a prezzi allarmanti. Le indagini, culminate in un’ordinanza di quasi 1.900 pagine firmata dal G.I.P. Giovanni Vinciguerra, hanno coinvolto 85 indagati, con 29 misure cautelari eseguite, tra cui il carcere per quattro presunti vertici dell’organizzazione.

Secondo quanto comunicato dalla Procura, il gruppo era composto da poliziotti, carabinieri e funzionari pubblici infedeli, che operavano con metodologie imprenditoriali. I prezzi delle informazioni oscillavano tra 6 e 25 euro, con l’accesso alla banca dati del Ministero dell’Interno considerato il servizio più esclusivo. Le indagini hanno rivelato che le informazioni venivano vendute a una rete di agenzie di investigazione e recupero crediti, attive in tutta Italia, molte delle quali concentrate in Emilia Romagna.

Tra le vittime di questa attività illecita emergono nomi noti, tra cui attori, calciatori e imprenditori, le cui vite venivano setacciate con metodi inediti. Un server, ora sotto sequestro, è stato individuato come il centro nevralgico dell’organizzazione, custodendo oltre un milione di dati personali.

La struttura del sodalizio criminale era gerarchica, con figure chiave come Mattia Galavotti e Giuseppe Picariello al vertice. Il loro complice, Giuseppe Emendato, gestiva i fondi neri necessari per corrompere i funzionari, assistito dal commercialista Pietro De Falco, la cui attività illecita ha portato alla sua incarcerazione agli arresti domiciliari.

Una dinamica inquietante è emersa riguardo alla corruzione dei funzionari: Giovanni Maddaluno, Sostituto Commissario della Squadra Mobile di Napoli, non solo estraeva dati sensibili, ma reclutava altri agenti. Le indagini hanno documentato un numero impressionante di accessi abusivi, con 13.756 operazioni illegittime sulle sole banche dati INPS.

Oltre a personale delle forze dell’ordine, sono stati coinvolti anche dipendenti dell’Agenzia delle Entrate e dirigenti postali, tutti accusati di aver trasformato il proprio pubblico servizio in un bancomat di informazioni private.

Il G.I.P. ha disposto il sequestro delle somme illecite accumulate dai membri dell’organizzazione. Le indagini sono attualmente in corso, e ulteriori sviluppi sono attesi, con l’obiettivo di disarticolare completamente questa rete di corruzione e proteggere la privacy dei cittadini.

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