Banda delle tabaccherie, condanne ridotte per cinque imputati
La Corte d’Appello ricalcola le pene per i componenti del gruppo accusato di furti aggravati e associazione per delinquere. Confermata solo la condanna di Luca Gabella. I colpi nel Casertano fruttarono un bottino di circa 50mila euro
Arriva uno sconto di pena in secondo grado per cinque dei sei imputati coinvolti nell’inchiesta sulla cosiddetta “banda delle tabaccherie”, l’organizzazione criminale con base nel centro storico di Napoli e ritenuta responsabile di una serie di furti ai danni di rivendite di tabacchi nel Casertano.
La Prima Sezione della Corte d’Appello di Napoli ha infatti accolto in parte le argomentazioni della difesa, rideterminando al ribasso quasi tutte le condanne inflitte in primo grado per associazione per delinquere e furto aggravato.
Le nuove condanne
La revisione delle pene ha interessato quasi tutti gli imputati, attualmente agli arresti domiciliari.
Per Ciro Riccardi Catino, residente a Barra, la pena è stata ridotta da 4 anni e 10 mesi a 3 anni e 6 mesi di reclusione.
Riduzione anche per Ciro Storto, 53 anni, e per Giovanni Cacace, 59 anni, entrambi condannati a 1 anno e 6 mesi rispetto ai precedenti 2 anni e 2 mesi.
Sconto di un anno per Davide Antinori, 38enne di Giugliano, la cui pena passa da 3 anni e 6 mesi a 2 anni e 6 mesi.
Rideterminata anche la posizione del 67enne Giuseppe Aristarco, che vede la condanna scendere da 4 anni e 8 mesi a 3 anni e 4 mesi.
L’unico a non beneficiare della riduzione è stato Luca Gabella, 35 anni, residente a Barra, per il quale la Corte ha confermato integralmente la condanna a 2 anni di reclusione già pronunciata in primo grado.
La strategia difensiva
La parziale riforma della sentenza è arrivata al termine del giudizio d’appello sostenuto dal collegio difensivo composto dagli avvocati Salvatore Impradice, Luigi Poziello, Stefano Vaiano e Giovanna Iodice, che hanno ottenuto una significativa riduzione del quadro sanzionatorio per la maggior parte degli imputati.
L’inchiesta e i furti nelle tabaccherie
L’indagine aveva preso avvio nei primi mesi del 2024, quando i carabinieri della provincia di Caserta eseguirono le misure cautelari emesse dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura sammaritana.
Gli investigatori ricostruirono una serie di raid messi a segno ai danni di tre rivendite di tabacchi della provincia di Caserta. Nel mirino finirono un esercizio commerciale a San Clemente, in via Caprio, una tabaccheria di San Prisco in via Michele Monaco e un’altra attività a Maddaloni, in via Francesco d’Assisi.
Secondo l’accusa, il gruppo riuscì a impossessarsi complessivamente di circa 50mila euro tra denaro contante, sigarette e tagliandi Gratta e Vinci. In particolare, il valore della merce sottratta sarebbe stato superiore ai 33mila euro, ai quali si aggiungevano circa 5.500 euro prelevati dalle casse delle attività commerciali colpite.
Un processo che ridisegna il quadro delle responsabilità
La decisione della Corte d’Appello non modifica l’impianto accusatorio che aveva portato alle condanne per associazione per delinquere e furti aggravati, ma ridimensiona sensibilmente il trattamento sanzionatorio per cinque dei sei imputati, segnando un passaggio importante nell’evoluzione giudiziaria dell’inchiesta sulla banda specializzata nei colpi alle tabaccherie del Casertano.
