Quarto, beni confiscati trasformati in centri di accoglienza per minori e vittime di violenza

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Nove immobili confiscati alla camorra diventano nuovi presìdi di legalità a Quarto

A Quarto, un significativo passo verso la legalità e l’inclusione sociale si sta realizzando. Nove immobili sottratti al clan Polverino verranno trasformati in centri dedicati a minori, famiglie e persone in condizioni di vulnerabilità. Un’iniziativa che nasce dall’esigenza di rispondere a un territorio segnato da marginalità e frustrazioni.

Il Comune ha recentemente pubblicato due bandi pubblici per l’assegnazione di questi beni, situati in via Cortese e via Campana. Tra le strutture previste si trovano due appartamenti, sei immobili e spazi esterni ricchi di potenzialità. Questi spazi saranno adibiti a servizi sociali e sanitari, orientati in particolare ai giovani. I progetti mirano a prevenire fenomeni come il bullismo e contrastare la povertà educativa.

Come emerge da quanto ricostruito da www.cronachedellacampania.it, il cuore del progetto è rappresentato dalla creazione di una Struttura Intermedia Residenziale per Minori (Sirmiv), che offrirà accoglienza e percorsi terapeutici e riabilitativi. L’impegno è quello di lavorare fianco a fianco con l’Asl, i servizi sociali e il Tribunale per i minorenni, per favorire il reinserimento di ragazzi con problematiche psichiatriche e situazioni di fragilità.

Il sindaco Antonio Sabino ha sottolineato l’importanza di ascoltare i bisogni del territorio: «Vogliamo offrire una risposta istituzionale alla violenza e al disagio minorile, sempre più dilagante». Accanto alla struttura residenziale, verrà aperto uno sportello dedicato alle vittime di violenza di genere, accessibile a tutti, comprese le persone della comunità LGBTQIA+. Questo spazio offrirà ascolto e sostegno, contribuendo a un clima di inclusione.

Inoltre, i beni confiscati accoglieranno un centro specializzato nella prevenzione e nel trattamento dei disturbi alimentari tra gli adolescenti, come anche servizi dedicati al recupero di persone con problemi di tossicodipendenza, ludopatia e dipendenze digitali. Questi interventi sono progettati per favorire percorsi di reinserimento e inclusione sociale.

L’iniziativa rappresenta non solo un modo per restituire alla comunità patrimoni sottratti alla criminalità organizzata, ma anche un’opportunità per rinnovare il rapporto tra le istituzioni e i cittadini. “La città chiede risposte”, è una sensazione che risuona tra i residenti, desiderosi di vedere un futuro di legalità e sicurezza.

Il progetto si pone l’obiettivo di trasformare luoghi che un tempo erano simboli di potere criminale in spazi che promuovono la legalità, tutelano i giovani e contrastano le fragilità sociali. Resta ancora da chiarire come verranno gestiti i vari servizi e quali impatti concreti avranno sulla vita quotidiana degli abitanti di Quarto, ma il dibattito è già aperto. I cittadini guardano con attenzione ai prossimi passi dell’amministrazione, sperando in un futuro più sereno e sicuro.