Quando il turista paga per una stanza o una visita guidata, dietro quel prezzo ci sono anche rischi che non si vedono: per molte microimprese in provincia di Napoli, Salerno, Caserta, Avellino e Benevento la minaccia dell’infiltrazione criminale è reale e quotidiana.
Non si tratta di titoli sensazionalistici ma di un problema che tocca la cronaca nera — tentativi di estorsione, usura, imposizioni sul lavoro stagionale — e la cronaca giudiziaria, con indagini e misure patrimoniali che spesso seguono denunce tardive. Le vittime, soprattutto titolari di B&B, piccoli tour operator e guide autonome, esitano a rivolgersi alle forze dell’ordine per paura di ritorsioni o per la scarsa conoscenza degli strumenti di protezione disponibili.
La soluzione passa da misure pratiche e concrete, non da slogan. Primo: un servizio di ascolto e denuncia protetto e rapido, gestito in rete fra prefetture, forze dell’ordine e camere di commercio, con canali anonimi e personale formato specificamente su estorsione e usura nel settore turistico. Secondo: accesso facilitato ai fondi anti-usura e a microcrediti agevolati per chi denuncia, per spezzare il circolo vizioso che porta le imprese ad adattarsi alle pressioni invece di resistere.
Terzo: corsi obbligatori di formazione digitale e amministrativa per chi apre un B&B o si registra come guida, per ridurre la circolazione di contanti e aumentare tracciabilità e trasparenza delle transazioni. Quarto: protocolli di verifica amministrativa e patrimoniale nelle autorizzazioni comunali per gli esercizi ricettivi, con controlli semplificati ma mirati sull’effettivo beneficiario dell’attività, in raccordo con gli uffici della prefettura e gli accertamenti antimafia previsti dalla legge.
Infine, una concreta politica di prevenzione locale: sportelli territoriali delle forze di polizia dedicati al turismo, convenzioni con assicurazioni per coperture anti-rischio estorsione e programmi di comunità che promuovano la proprietà collettiva o cooperativa di servizi turistici, così da frammentare il bersaglio e rafforzare la resistenza collettiva. Queste misure non eliminano la camorra, ma riducono la sua capacità di infiltrarsi dove l’economia è più fragile.
La posta in gioco è chiara: proteggere lavoro e reputazione del territorio richiede un mix di prevenzione giudiziaria, sostegno economico e pronti servizi di tutela. Se la Campania vuole mantenere il suo appeal turistico, deve blindare chi ogni giorno fa accoglienza con onestà: è lì che si misura la tenuta dello Stato e della società.
