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Crollo della sicurezza a Cerignola: bang e fuga della banda della marmotta, bancomat sventrato e allerta nelle istituzioni

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Crollo della sicurezza a Cerignola: bang e fuga della banda della marmotta, bancomat sventrato e allerta nelle istituzioni

Attacco al Credem: la banda della marmotta colpisce e scappa a mani vuote

Nella tarda notte di mercoledì 2 settembre, un’esplosione ha svegliato gli abitanti di Corso Aldo Moro a Cerignola, dove la nota banda della “marmotta” ha tentato di far saltare in aria il bancomat della filiale della banca Credem. Nonostante l’intensità del boato e i danni enormi causati dall’esplosione, i malviventi sono fuggiti senza portare a termine il colpo.

Il tentativo di rapina ha lasciato il bancomat e l’ingresso della banca gravemente danneggiati, trasformando il luogo in un sito di distruzione. La rapidità di intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato ulteriori pericoli, dichiarando l’area momentaneamente inagibile, mentre le forze dell’ordine hanno avviato indagini per risalire agli autori dell’atto criminale.

Quello di ieri è il ventinovesimo episodio di questo tipo registrato nella provincia di Foggia dall’inizio dell’anno, un trend che desta crescente preoccupazione tra le autorità locali. Il sindaco di Cerignola, Francesco Bonito, insieme all’assessora alla Sicurezza, Teresa Cicolella, ha espresso il proprio disappunto, definendo l’accaduto “l’ennesimo sfregio a un territorio già in difficoltà”. La loro analisi mette in luce un modello criminale che, pur essendo ripetitivo, continua a operare con impunità.

Le istituzioni, pur riconoscendo il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, hanno lanciato un appello al Governo per richiedere un potenziamento degli sforzi contro la criminalità, ora considerati insufficienti. “Abbiamo bisogno di strumenti e uomini straordinari per affrontare un’emergenza che non accenna a diminuire,” hanno sottolineato i rappresentanti locali.

Una delle preoccupazioni principali emerse è il rischio di isolamento dei centri minori, con la possibile chiusura di sportelli ATM che priverebbe i cittadini di servizi essenziali. Questo scenario non è solo una questione di sicurezza immediata, ma soprattutto di sostenibilità economica per un territorio che ambisce a un futuro migliore. La paura di un clima di incertezza potrebbe, infatti, soffocare gli sforzi di chi cerca di investire e di costruire una comunità fiorente.

In mezzo a questo contesto, l’episodio di ieri rappresenta un ulteriore campanello d’allarme su una situazione che richiede risposte concrete e tempestive per evitare che la spirale della criminalità diventi irreversibile.

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